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A prescindere…

Comune di Correggio, circa 25.000 abitanti, 18 km da Reggio Emilia… alcune di noi ricordano che era la città di uno scrittore molto amato, Pier Vittorio Tondelli, l’autore di Altri libertini, scomparso nel 1991, altre che ci vive il “papà” di Lupo Alberto…ma perché MeDeA se ne occupa? Che cosa è successo a Correggio?

Accade che nel corso del 2010 un’amministrazione di centro sinistra, guidata da un sindaco giovane, giovane secondo gli standard comuni della politica italiana, beninteso!, Marzio Iotti, decida di istituire un Tavolo di lavoro coordinato dall’assessore alle Politiche Sociali, Maria Paparo, con la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali e del Terzo Settore, con lo scopo di elaborare un progetto di sostegno, della durata di un anno, alla maternità.

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Presidio sotto la sede del Tar contro la Delibera Ferrero

Posted in autodeterminazione, comunicati/volantini, consultori, delibera ferrero, iniziative, resistenze.


Appunti sparsi dalla Libera Repubblica della Maddalena

Stare sotto un viadotto autostradale ti cambia radicalmente il punto di vista sul mondo. Provateci. È un po’ come sentirsi immediatamente dall’altra parte della barricata.

Pensate a quando sfrecciate con le vostre auto su quei mastodontici ponti autostradali e tutto quello che vedete sotto vi sembra piccolo piccolo, quasi insignificante. La sensazione è quasi di onnipotenza. Il genere umano che modifica, trasforma, plasma la natura a suo piacimento, mentre la natura si piega ai voleri e ai bisogni dell’essere umano.

Ora provate a cambiare prospettiva. Immaginate di stare sotto a quel viadotto. Non vi sentirete onnipotenti e invincibili, semmai oppresse/i e schiacciate/i, tuttavia avrete subito la percezione di essere dalla parte giusta. Sarete piccole/i piccole/i a confronto di quel mostro di acciaio e cemento, ma un lampo di consapevolezza vi investirà.

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Un’insegnante precaria ci invita ad una riflessione

Abbiamo ricevuto questo contributo che condividiamo con tutte/i voi, nella speranza che la riflessione e il dibattito possa svilupparsi e continuare, anche sulle pagine del nostro blog.

Sono un’insegnante, naturalmente precaria, e mi avvio stancamente alla conclusione dell’anno scolastico… sotto la stanchezza, fisica e mentale, un lampo, immediatamente messo a tacere, di panico: che ne sarà di me il prossimo anno? Della cosiddetta riforma Gelmini si è molto discusso, e ci si è ampiamente mobilitati, ma penso ormai da tempo che i tagli economici siano solo l’ultimo e definitivo tassello di un mosaico la cui prima pietruzza è stata posata anni fa, anche da governi di colore politico diverso, e che ha un unico “naturale” sbocco: la distruzione della scuola nel senso della distruzione dell’idea, astratta e concretissima a un tempo, di studio, di cultura, di apprendimento…  una valanga che non può non travolgere gli insegnanti, il personale amministrativo, gli studenti, le stesse famiglie e la società tutta.

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Vercelli: dibattito sulla Delibera Ferrero

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Denunciate per aver osato contestare la visita del Papa a Palermo

Tutta la nostra solidarietà alle compagne di Palermo del Collettivo Anillo de fuego, denunciate per aver osato contestare la visita del Papa nella loro città. Qui di seguito pubblichiamo il loro comunicato:

Un anno fa circa, alla vigilia della faraonica visita del pastore tedesco, già membro volontario delle Hitlerjugend, papa Ratzinger, nella città di Palermo, che da qualche mese aveva accolto il suo primo pride, si scatenò  un delirante dispositivo di “sicurezza” che si premurò di tentare di censurare qualunque espressione, non tanto di scontento ma anche solo di scarso entusiasmo. Il tutto si è rivelato a tratti comicamente grottesco per l’incapacità mostrata ma non per questo meno inquietante per le dinamiche di controllo che si è tentato di mettere in atto da parte dell’apparato poliziesco. E così abbiamo avuto striscioni strappati dalle case di privati cittadini, intimidazioni varie fino al raid alla fumetteria Altroquando rea di aver esposto un cartello con la scritta “I love Milingo”.

In questo quadro il primo d’ottobre è avvenuto uno dei tanti episodi che caratterizzarono quel periodo. L’allora neonato Collettivo femminista Anillo de fuego pensò di esporre, dal palazzo che ospita il giornale di sicilia, degli striscioni in polemica con le spese esorbitanti che una città carente in tutto come Palermo stava affrontando per ospitare questo papa. Un’iniziativa che in qualsiasi altro momento si sarebbe svolta tranquillamente ma che nel fervore papista di quei giorni s’è tramutata in sedizione. E così immediatamente sul luogo si sono materializzate due volanti di polizia (non chiamate da nessuno dal momento che nessuno aveva avuto nulla da reclamare per l’iniziativa e che anzi gli abitanti dello stabile da cui erano stati calati gli striscioni avevano dato una mano) e quindi successivamente il tentativo, goffamente fallito, da parte dei poliziotti così giunti di impedire la manifestazione.

Ad un anno da questi fatti sono giunti per alcuni dei presenti a quella giornata degli “avvisi di richiesta di proroga del termine della indagini preliminari” per adunata sediziosa e qualche altro fantasioso reato ripescato tra le scorie fasciste e pre-fasciste presenti nel TULPS. Un gesto puramente intimidatorio a fronte di un impianto accusatorio verosimilmente nullo. Un gesto che ha fallito miseramente il suo obiettivo e che anzi ci da la conferma che quanto fatto in quei giorni era la cosa giusta da fare.

Collettivo Anillo de Fuego!

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Cinema militante all’Unione culturale

In questi giorni all’Unione Culturale di Torino si sta svolgendo un’interessante rassegna sul cinema militante italiano degli Anni Sessanta e Settanta. I due curatori, Jacopo Chessa e Annamaria Licciardello sono riusciti a riunire nella nostra città una serie di preziosi contributi e opere che raccontano le storie, la Storia di quegli anni. Dal movimento studentesco, alle lotte in fabbrica, dalle istituzioni totali alla strategia delle tensione e della repressione.

Vi segnaliamo martedì 24 maggio alle ore 20.30, una serata dedicata al Femminismo, con due opere del Collettivo Femminista di Cinema. La prima del 1971, si intitola “Aggettivo donna”, la seconda del 1973 “La lotta non è finita”. La proiezione sarà preceduta da un incontro con la storica Elena Petricola e da un nostro contributo, come Collettivo MeDeA. Vi aspettiamo!

A questo link il programma della rassegna: Prima della rivoluzione: cinema militante italiano ’60-’70

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La rivolta in Libia mette a lato le donne che l’hanno guidata

Vi proponiamo la traduzione che abbiamo fatto di questo articolo di Kareem Fahim pubblicato sull’edizione on line del New York Times del 19 maggio scorso. Buona lettura…

Negli ultimi giorni, dopo settimane di rinvii e riunioni a porte chiuse, i leaders dei ribelli hanno annunciato una lista di nuove nomine, che include un capo della Difesa e un Ministero per la ricostruzione e le infrastrutture. Hanno inoltre aggiunto membri al Consiglio Nazionale, per rappresentare zone del Sud, dell’Ovest e del centro della Libia, tutto nello sforzo di sostenere la rivoluzione, per meglio rappresentare il paese nella sua interezza e, nell’eventualità che il Colonnello Gheddafi fugga, rendere improbabile una guerra civile, come hanno spiegato i leaders ribelli.

Ma un gruppo si è perso nel rimpasto: le donne.

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Le esaltate guerriere della soppressione del feto umano

Non avremmo mai pensato di postare sul nostro blog un articolo tratto dal sito dell’Unione Cristiani Cattolici Razionali (UCCR), ma questo proprio non potete perdervelo!  E’ il racconto dell’iniziativa a cui abbiamo partecipato, contro il Movimento per la Vita al Salone del libro, secondo lo sguardo di un fanatico che di “razionale” ha davvero ben poco. Tanto per ribadire, se ancora ce ne fosse bisogno, chi sono i personaggi che ruotano intorno al Mpv, quale ideologia li accomuna, quale dottrina si impegnano a diffondere. In questo articolo siamo definite “le estremiste dell’aborto” e niente meno che “le esaltate guerriere della soppressione del feto umano”. Non aggiungiamo altro, lasciamo a voi ogni giudizio…

ps. Se nell’articolo sono citate le realtà che hanno preso parte all’iniziativa, naturalmente ci si affretta a specificare che essendo questi gruppi evidentemente femminili dietro non poteva che esserci la longa manus del “commando” del centro sociale askatasuna, quindi di una mente maschile, sempre secondo lo sguardo del giornalista, incredulo del fatto che dei gruppi di donne possano, in autonomia, organizzarsi, autodeterminarsi e scegliere di costruire un’iniziativa politica. Ma poi ci chiediamo, l’articolista così cristiano cattolico e soprattutto razionale, fa così fatica a immaginare che all’interno dei centri sociali, non ci siano solo uomini, ma anche tante donne, ragazze che hanno deciso di intraprendere un percorso politico e di essere protagoniste e soggettività attive nelle lotte?

A questo link l’articolo: www.uccronline.it

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Cena benefit MeDeA

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