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Gli interventi del corteo torinese LottoMarzo: le lotte regalano anche questo!

Più di 40 paesi hanno aderito allo sciopero internazionale delle donne. Grazie alle donne argentine per questo regalo inaspettato e tanto atteso. Grazie alle donne argentine che ci hanno chiamate a raccolta per far tremare la terra tutte e tutti insieme al grido di Se le nostre vite non valgono noi non produciamo…ci fermiamo, scioperiamo, blocchiamo tutto e vi sfidiamo ad organizzare le vostre vite senza di noi.

I bilanci e i commenti li rimandiamo a domani, oggi è il tempo del godimento, della nostra rabbia che si fa lotta e festa, della voglia di stare insieme, di riprenderci i nostri spazi, di gridare forte le nostre parole, i nostri no, spesso taciuti o soffocati, i nostri desideri di cambiamento radicale del mondo tutto, ma prima e soprattutto delle nostre vite. Vite fatte di precarietà, di lavoro molesto, di case galere, di lividi sul viso nascosti con il trucco, di regole e di norme che ci opprimono, di sfruttamento, di sessismo e discriminazioni quotidiane…

Ma noi siamo anche altro…siamo corpi forti e ribelli, siamo coraggio e determinazione, solidarietà, complicità e condivisione…siamo corpi che non ci stanno, che rompono la gabbia e a testa alta rivendicano la loro esistenza e la loro favolosità.

Corpi di persone che in questi mesi si sono incontrate e contaminate, scontrate e ritrovate, in un processo faticoso per una scommessa ambiziosa, uno sciopero internazionale.

Un processo che ci ha travolte in una miriade di contraddizioni, personali e politiche insieme.

Ma qualcosa di importante è successo.

E sono le relazioni e le reti che abbiamo creato e che da tanto, troppo, tempo avevamo perso.

Le lottano regalano anche questo. Vuol dire uscire dalla solitudine personale e politica in cui spesso siamo relegate. Vuol dire che se la mia esperienza è anche la tua, allora può trasformarsi in pratica collettiva. Vuol dire emozionarsi nello specchiarsi in un altro volto e in un’altra voce. Vuol dire lasciarsi andare alla contaminazione reciproca, che la coerenza ogni tanto è pure una gabbia in cui ci infiliamo da sole e noi nelle gabbie non ci vogliamo nessuno.

A tutte noi questa lotta ha dato e sta dando tanto…E oggi speriamo di riuscire a contagiare anche voi, con il nostro desiderio di cambiamento e la nostra voglia di lottare insieme…

Perchè d’ora in poi sia davvero lotto marzo sempre.

Vorrei dedicare questo marzo a tutte noi, a quelle che ci sono state e a quelle che ci saranno domani.

Vorrei dedicare questo 8 marzo a Higui, compagna lesbica argentina arrestata per aver ucciso, mentre si difendeva, uno dei dieci uomini che dopo una serie infinita di molestie e aggressioni, l’hanno aggredita, picchiata, molestata in strada e minacciato di stuprarla per farla diventare una vera donna. Libertà per Higui! L’autodifesa dalla violenza di genere non è reato!

Vorrei dedicare questo 8 marzo a Olga, una delle tante donne che ha trovato il coraggio di liberarsi da una relazione violenta. Olga è una donna ucraina che nel momento in cui si è rivolta alla polizia per denunciare le violenze subite dal compagno, è stata rinchiusa nel Cie di Ponte Galeria, da dove verrà deportata.

Vorrei dedicare questo 8 marzo a tutte! le detenute nel Cie di Ponte Galeria che hanno affrontato un coraggioso sciopero della fame

a Lucia Perez, 16 anni, violentata, torturata e uccisa da un gruppo di uomini in Argentina

a Paola Clemente, morta di fatica per due euro l’ora mentre lavorava in una vigna nelle campagne di Andria

a Concetta, a Marzia, a tutte le lavoratrici della Sodexo di Pisa che da anni lottano insieme contro condizioni di lavoro spaventose

alle 116 donne morte ammazzate nel 2016 nel nostro paese

a Irina, che ha lasciato la sua terra e la sua famiglia per venire qui a fare la badante e non fa un giorno di ferie da oltre 1 anno

a Gloria, minacciata di licenziamento se avesse scioperato

a tutte le donne, e sono tante, troppe, che hanno vissuto sulla propria pelle la violenza di questo sistema.

Perchè se la violenza ha tante facce, noi abbiamo finito di porgere le nostre guance.

Ci incontriamo, ci uniamo e insieme ci difendiamo.

Questo 8 marzo vogliamo recuperare l’idea dell’impossibile. Come 100 anni fa, quando le donne scioperarono e fu rivoluzione. D’ora in poi lotto marzo sempre.

Posted in 8 marzo, comunicati/volantini, femminismi, iniziative, personale/politico, storie di donne, violenza di genere.

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