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Gli interventi del corteo torinese LottoMarzo: Scioperiamo!

Scioperiamo l’8 marzo nelle case, nelle strade, nei luoghi di lavoro, a scuola, perchè questa società continua a negare le libertà e il diritto all’autodeterminazione alle donne e a tutte quelle soggettività che non si riconoscono e non si piegano alla norma etero patriarcale.

Scioperiamo per puntare l’attenzione sul legame tra violenza di genere e violenza economica e produttiva e per valorizzare il lavoro invisibilizzato che facciamo

Scioperiamo perché mancano le vittime di femminicidio, le lesbiche e le transessuali assassinate

Scioperiamo perchè l’8 marzo vogliamo astenerci da tutte quelle attività che ogni giorno ci sentiamo costrette a fare in quanto donne

I dati ci riferiscono di 117 donne uccise per femmicidio nel 2016: dati che parlano chiaro: non è emergenza, ma un bollettino di guerra, quotidiano e costante.

Continued…

Posted in 8 marzo, anticapitalismo, autodeterminazione, comunicati/volantini, controllo, corpi, femminicidi, femminismi, immagini/immaginari, iniziative, lavoro, resistenze, sessismo, storie di donne, violenza di genere.

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Gli interventi del corteo torinese LottoMarzo: con le donne Sodexo!

Oggi vorremmo portare in questa piazza anche la voce di queste donne, che con grande coraggio hanno portato avanti la mobilitazione verso l’8 marzo tra ricatti, minacce e condizioni di lavoro terribili. Sono le lavoratrici che puliscono gli ospedali pisani per la multinazionale francese Sodexo.

Vi leggiamo il loro appello che oggi verrà letto in molte altre piazze…

Continued…

Posted in 8 marzo, anticapitalismo, iniziative, lavoro, resistenze, storie di donne.

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Gli interventi del corteo torinese LottoMarzo: le lotte regalano anche questo!

Più di 40 paesi hanno aderito allo sciopero internazionale delle donne. Grazie alle donne argentine per questo regalo inaspettato e tanto atteso. Grazie alle donne argentine che ci hanno chiamate a raccolta per far tremare la terra tutte e tutti insieme al grido di Se le nostre vite non valgono noi non produciamo…ci fermiamo, scioperiamo, blocchiamo tutto e vi sfidiamo ad organizzare le vostre vite senza di noi.

I bilanci e i commenti li rimandiamo a domani, oggi è il tempo del godimento, della nostra rabbia che si fa lotta e festa, della voglia di stare insieme, di riprenderci i nostri spazi, di gridare forte le nostre parole, i nostri no, spesso taciuti o soffocati, i nostri desideri di cambiamento radicale del mondo tutto, ma prima e soprattutto delle nostre vite. Vite fatte di precarietà, di lavoro molesto, di case galere, di lividi sul viso nascosti con il trucco, di regole e di norme che ci opprimono, di sfruttamento, di sessismo e discriminazioni quotidiane…

Ma noi siamo anche altro…siamo corpi forti e ribelli, siamo coraggio e determinazione, solidarietà, complicità e condivisione…siamo corpi che non ci stanno, che rompono la gabbia e a testa alta rivendicano la loro esistenza e la loro favolosità.

Continued…

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Azione contro l’obiezione di coscienza

La mattina dell’8 marzo 2017 abbiamo contestato come Non Una di Meno Torino, una farmacia di Torino che non vende la pillola del giorno dopo, farmaco contraccettivo e non abortivo! La farmacia in questione è situata in Piazza Vittorio Veneto 10. Anche dalle pagine del nostro blog continuamo a invitare al boicottaggio di questa farmacia!

Questo il volantino che abbiamo distribuito: VOLANTINO FARMACIA OBIETTORI

E queste alcune grafiche utilizzate durante la contestazione

Posted in 8 marzo, aborto, autodeterminazione, comunicati/volantini, contraccezione, controllo, corpi, iniziative, maternità, medicalizzazione, sanità pubblica, violenza di genere.

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Noi siamo una marea (Sulla melodia di Sebben che siamo donne)

Noi siamo una marea

Paura non abbiamo

La notte è buia e scura

E insieme la affrontiamo

Oi li o li o la Ni una menos anche qua

Riprendiamoci le strade

Vogliam la libertà
Noi siamo una marea

che mai si fermerà

Noi oggi scioperiamo

E a casa non ci stiamo

Oi li oli ola Ni una menos anche qua

Liberiamo il nostro tempo

Andiam a protestar
Noi siamo una marea

Il coraggio non ci manca

E contro la violenza

Noi qui ci ribelliamo

Oi li oli ola Ni una menos anche qua

Di amore non si muore

Tutte insieme lo gridiam

Posted in 8 marzo, autoproduzioni, memoria femminista, poesie.

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Non Una Di Meno Torino: 8 marzo sciopero internazionale delle donne!

Qui alcuni materiali che potete scaricare: 

il volantino: volantino 8 marzo sciopero delle donne

la locandina di indizione dello sciopero: 8Marzolocandina

il comunicato per la stampa: comunicato sconferenza stampa

il volantino per la s-conferenza stampa: volantino sconferenza stampa

vademecum corteo: vademecum corteo

l’adesivo: 8MarzoAdesivo, la locandina per il corteo torinese: locandina corteo

le vignette: vignetteA3, gli 8 punti per l’8 marzo: 8puntix8marzoA3

illustrazioni e banner sullo sciopero: Banner_Orizzontale_International , BannerIllustrazion_orizzontale

canzone “Noi siamo una marea”: canzone noi siamo una marea

Questi i documenti dell’indizione dello sciopero generale che potete affiggere alle bacheche dei vostri posti di lavoro

 

L’8 marzo non abbiamo nulla da festeggiare. L’8 marzo è una giornata di lotta che nasce dagli scioperi delle operaie che nei primi anni del Novecento in tutto il mondo animarono le battaglie per i loro diritti violati di donne e lavoratrici.

Dopo le grandi giornate di mobilitazione che hanno visto milioni di donne scendere nelle piazze in tutto il mondo schierandosi contro ogni forma di violenza di genere, le donne argentine hanno lanciato per questo 8 marzo uno sciopero globale delle donne, a cui hanno aderito oltre 22 paesi, al grido di “Se le nostre vite non valgono, noi non produciamo!”.

L’8 marzo sciopereremo anche in Italia perché non siamo più disposte ad accettare la violenza e lo sfruttamento che ci opprimono e che sono alla base di questo sistema economico e sociale ingiusto. Tutti i giorni, a scuola, in casa, sul lavoro, per strada, negli ospedali, nella rappresentazione dei media, la violenza si manifesta in molti modi, dalla molestia allo stupro, dall’aggressione verbale a quella fisica, dall’imposizione del lavoro domestico alla richiesta di dimissioni in bianco, dall’obiezione di coscienza alle discriminazioni sul lavoro. Per questo, rifiutiamo i ruoli maschili e femminili imposti ai nostri corpi e alle nostre vite che limitano la nostra libertà di scelta e realizzazione.

È uno sciopero femminista rivolto a tutte e tutti, con lo scopo di bloccare le attività produttive e di cura. Ecco come partecipare:

  • se lavori come dipendente, hai garantita la copertura sindacale (i sindacati di base hanno infatti proclamato uno sciopero generale di 24 ore);

  • se non hai un contratto che ti consenta di astenerti dal lavoro, puoi fare uno sciopero parziale, simbolico;

  • se non hai un lavoro retribuito, astieniti dal lavoro domestico, dai ruoli di cura e da tutte le attività e i comportamenti che ti sono imposti sulla base del tuo genere;

  • durante tutta la giornata vestiti di nero con qualcosa di fucsia per rendere visibile l’adesione alle ragioni dello sciopero;

  • appendi al balcone di casa una pezza con scritto 8 MARZO SCIOPERO DELLE DONNE BLOCCHIAMO TUTTO;

In ogni caso, in qualsiasi condizione tu sia l’8 marzo potrai costruire una grande giornata di lotta e di solidarietà, partecipa alle iniziative pubbliche e fai sentire la tua voce!

Tutte le info e gli aggiornamenti su fb alla pagina Non Una di Meno – Torino

nonunadimenotorino@gmail.com

Qui altri materiali che potete scaricare

  

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APPELLO A TUTTI I SINDACATI CONFEDERALI, DI BASE E AUTONOMI: L’8 MARZO FERMIAMO IL MONDO PER DIRE NO ALLA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

Siamo le donne che hanno costruito la grande mobilitazione nazionale dello scorso 26-27 novembre che ha visto scendere in piazza più di duecentomila persone.

Con lo slogan Non Una di Meno ci siamo rimesse in marcia contro la violenza maschile sulle donne insieme a tutt* coloro che hanno riconosciuto questa lotta imprescindibile per la trasformazione radicale dell’esistente.

La manifestazione ha ribadito che la violenza è un problema strutturale delle nostre società e agisce in ogni ambito della nostra vita. Il femminicidio è la punta dell’iceberg, l’epilogo tragico di una catena di discorsi e atti, simbolici e concreti, che dalla casa al posto di lavoro, dalla scuola all’università, negli ospedali e sui giornali, nei tribunali e nello spazio pubblico tende ad annientarci.

Sappiamo come la violenza sulle donne si esprime in una molteplicità di agiti/piani: nella disparità salariale; nelle tante discriminazioni sui posti di lavoro, nei luoghi della formazione e della ricerca; nello sfruttamento del lavoro domestico e di cura, che sia svolto gratuitamente oppure in cambio di un salario, nella maggior parte dei casi da una donna migrante obbligata dal ricatto del permesso di soggiorno; nel ricatto della precarietà; nella privatizzazione della salute e dei servizi; nella negazione della libertà di scelta e dell’autodeterminazione, nella violenza ostetrica e medica, nell’obiezione di coscienza dilagante, nella squalificazione del nostro ruolo e della nostra dignità.

Ma siamo altrettanto consapevoli – e dobbiamo farlo capire a molti – del peso che le donne, più della metà della popolazione mondiale, hanno nei processi economici, sociali,culturali, produttivi e riproduttivi, e della forza di mobilitazione trasformativa che possono esprimere e stanno esprimendo in tutto il mondo.

Le giornate del 26 e 27 Novembre sono state solo l’inizio di un percorso di lotta, di elaborazione, di trasformazione, dunque, perché sentiamo fortemente il bisogno che tutto questo non rimanga sul piano esclusivamente simbolico.

Per questo abbiamo fatto nostro l’appello delle donne argentine alla costruzione di uno SCIOPERO INTERNAZIONALE DELLE DONNE PER IL PROSSIMO 8 MARZO. Una giornata in cui rivendicare la nostra forza agendo la nostra sottrazione/astensione da ogni funzione produttiva e riproduttiva che ci riguardi.

Si tratta di una pratica già sperimentata in passato ma inedita nella sua dimensione internazionale, che prende spunto dagli scioperi delle donne argentine e polacche dei mesi scorsi. E’ una sfida che lanciamo per rimettere al centro, dopo il 26 e il 27 novembre, il protagonismo delle donne contro la violenza psicologica, fisica, sociale, economica, politica e culturale, perché “Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo”.

Chiediamo, quindi, a tutti i sindacati confederali, di base e autonomi, in particolare a tutti quelli che hanno aderito alle giornate del 26 e del 27 Novembre, di mettersi al servizio della mobilitazione delle donne e di indire lo sciopero generale per la giornata dell’8 Marzo 2017, essere strumento utile allo sciopero e non ostacolo all’adesione delle lavoratrici e di tutt* coloro intendano partecipare a questa nuova giornata di lotta per la nostra autodeterminazione.

Non Una Di Meno

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ASSEMBLEA NAZIONALE BOLOGNA 4-5 FEBBRAIO 2017

Dopo la favolosa manifestazione femminista nazionale “Non una di meno” del 26 novembre a Roma, autorganizzata in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne, e dopo la partecipata e ricca discussione del 27 Novembre, ci incontreremo di nuovo a Bologna, il 4 e il 5 febbraio 2017, per continuare il lavoro dei tavoli tematici e la scrittura del piano nazionale femminista contro la violenza, e per condividere percorsi e pratiche verso lo sciopero globale delle donne dell’otto marzo.

L’incontro si svolgerà sabato 4 febbraio dalle 10 alle 18 e domenica 5 febbraio dalle 10 alle 17, in una sede in via definizione nella zona universitaria di Bologna.

Nella giornata del 4 febbraio si proseguirà con il lavoro degli 8 tavoli per la scrittura del PIANO FEMMINISTA CONTRO LA VIOLENZA. Tra tutti gli obiettivi e le proposte emerse, ogni tavolo identificherà un punto che possa essere inserito nel documento comune sullo sciopero dell’8 marzo. Stiamo predisponendo una piattaforma di scrittura condivisa on line per facilitare il fondamentale lavoro preparatorio che dovrà essere svolto dagli 8 tavoli da qui al 4 febbraio, vi aggiorneremo a breve.

Nella giornata del 5 febbraio dalle 10 alle 13,30 si continuerà a lavorare all’interno dei tavoli sulle pratiche e le modalità di sciopero dell’8 marzo, mentre dalle 14,30 alle 17 ci sarà la restituzione in plenaria dei report dei tavoli e la stesura del documento “8 punti per l’8 marzo” che costituirà la base di contenuto comune per le diverse mobilitazioni territoriali con cui l’Italia parteciperà allo SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE, appello che ha già raccolto l’adesione di oltre 22 Paesi e su cui diverse assemblee locali si stanno confrontando in questi giorni in tutta Italia.

Per le iscrizioni ai tavoli compilate il form a questo LINK prima possibile, e comunque entro la data del 27 gennaio; vi preghiamo di indicare nel modulo di iscrizione se avete bisogno di ospitalità perché stiamo organizzando una rete informale per ospitarvi, per chi preferisce alloggiare in ostello, QUI trovate già alcune strutture con cui abbiamo attivato una convenzione, vi consigliamo di prenotare il prima possibile.

Ci vediamo a Bologna!
#NonUnaDiMeno #SiamoMarea

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Presto che è tardi. Contributo sulla violenza di genere all’interno degli spazi occupati

Un’autoproduzione L38 Squat

 Presto che è tardi! Contributo sulla violenza di genere all’interno degli spazi occupati

Dopo numerosi confronti, ognun* è partit* da sé e dal proprio vissuto per scrivere una storia che ha coinvolto qualcun* o tutt* gli/le occupanti dello Squat, successivamente abbiamo contaminato le storie con gli spunti che saltavano fuori dalla lettura di gruppo.

Qui l’opuscolo in formato pdf:

opuscolo game laurentino

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#NonUnaDiMeno: Report Tavolo “Sessismo nei movimenti”

Violenza e sessismo sono presenti anche all’interno dei movimenti politici.

Abbiamo individuato 3 macrotemi su cui iniziare a confrontarci e fare rete:

  • Riconoscere e nominare la violenza e il sessismo e sviluppare pratiche condivise di prevenzione e gestione/reazione.
  • Destrutturare le dinamiche sessiste e di potere all’interno dei processi decisionali e nelle pratiche di movimento
  • Dare legittimità politica all’antisessismo, conquistando spazi di discussione e rendendo strutturale il discorso e le pratiche antisessiste all’interno delle lotte.

Le strategie ipotizzate e da sviluppare sono:

  • Creazione di spazi di analisi ed elaborazione separata come momenti di crescita e che funzionino da riferimento e da stimolo (cercando di non cadere in dinamiche di delega)
  • Diffondere la pratica dell’autodifesa come pratica separata per sviluppare crescita, consapevolezza, trasformazione, empoderamiento, forza e sicurezza personale e collettiva.
  • Creare dentro le assemblee di gestione e politiche dei collettivi misti, spazi di discussione sulle proprie relazioni, linguaggi, dinamiche di potere e di decisione
  • Decostruire e ricostruire dinamiche decisionali e di potere anche attraverso nuove regole di comunicazione e di decisione. A questo proposito gli strumenti concreti ipotizzati sono: lista interventi, tempi interventi, ordine del giorno, vademecum, consenso e non maggioranza nelle decisioni, uso del femminile
  • Far notare e nominare qui e ora atteggiamenti,dinamiche e linguaggi sessisti
  • Utilizzare strumenti di confronto sulle teorie e sulle pratiche diversi dalla classica assemblea: giochi, workshop, laboratori, discussioni tematiche, autoinchiesta. In questo contesto un ruolo importante ha l’autoformazione: contaminare il misto con pratiche e contenuti femministi e transfemministi.
  • Non essere sol* nell’affrontare il tema, è importante individuare alleanze interne al proprio spazio, sul proprio territorio e sul territorio nazionale: rete, mailing list, altri momenti di incontro nazionale, condivisione delle buone pratiche
  • Applicare quanto emerso negli spazi di discussione ai contesti di socializzazione, piazza, etc attraverso la caratterizzazione dei contesti e degli spazi (es. in feste eventi: “vestire” lo spazio, migliorare la comunicazione, produzione di immaginario, creare spazi safe; in piazza attivare pratiche di piazza differenti, rendere femministe e transfemministe piazze e lotte legate ad un immaginario più tradizionale
  • Essere consapevoli del fatto che il modo di attraversare uno spazio e caratterizzarlo è un atto politico
  • Riconoscere e applicare l’intersezionalità delle lotte.

L’antisessismo non è un tema ma una visione del mondo prioritaria e imprescindibile per un movimento che si vuole rivoluzionario. Siamo solo all’inizio, il lavoro continua…

*** Per i report degli altri tavoli clicca qui

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