Dominazione di classe e sopraffazione sessuale
“Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa praticamente ciò che vuole e ciò che il potere vuole è praticamente arbitrario o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune. […] Io detesto in particolare il potere di oggi […] è un potere che manipola i corpi in modo orribile e che non ha nulla da invidiare alla manipolazione fatta da Hitler: li manipola trasformando le coscienze, cioè nel modo peggiore; istituendo dei nuovi valori alienanti e falsi, che sono i valori del consumo; avviene quello che Marx definisce: il genocidio delle culture viventi, reali, precedenti”.
Pier Paolo Pasolini
Ogni riferimento a fatti, cose, persone è puramente casuale…
Salò o le 120 giornate di Sodoma è l’ultimo film scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1975. L’ispirazione del regista trova radici nel romanzo del marchese De Sade, Le centoventi giornate di Sodoma. Il film é ambientato tra il 1944 e il 1945, in piena Seconda Guerra Mondiale, ed il titolo è appunto un riferimento al regime fascista e agli orrori avvenuti durante quel periodo.
L’opera è divisa in quattro parti, strutturate in maniera simile ai gironi infernali danteschi: Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue.
Nel 1944-1945, nella Repubblica di Salò, durante l’occupazione nazifascista, quattro “Signori”, rappresentanti di tutti i Poteri dello Stato, il Duca (quello nobiliare), il Monsignore (quello ecclesiastico), Sua Eccellenza il Presidente della corte d’Appello (quello giudiziario) e il Presidente (quello economico), decidono di rinchiudersi per quattro mesi in una villa isolata dal resto del mondo insieme a un folto gruppo di giovani di entrambi i sessi che verranno usati per soddisfare tutte le loro perversioni sessuali.
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