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Vite partigiane

Concludiamo e completiamo con questa terza parte, le biografie delle 99 partigiane cadute in Piemonte. Tutte le loro storie sono toccanti, ma queste ultime, sarà per i luoghi a noi noti, sarà per l’età o per la ferocia di alcune morti, sono particolarmente strazianti…a distanza di 66 anni l’emozione e l’omaggio rimangono intatti.

MARGHERITA PECOLLO, nata a Carrù, in provincia di Cuneo l’8 novembre 1921 da Stefano e Teresa Govone. Operativa dal 30 giugno al 1 agosto del 1944 presso la III Brigata Langhe Ovest, al comando del Tenente Mario Ferrara, come collaboratrice, servizio informazioni e porta ordini.

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Modena: la mobilitazione contro gli antiabortisti

Riceviamo e molto volentieri condividiamo dall’AsseDonne di Modena: A Modena, dopo anni di silenzio in cui gli antiabortisti della Comunità Papa Giovanni XXIII (gruppo cattolico vicino al Movimento Per la Vita) hanno potuto, in tutta tranquillità, fare i loro presidi davanti al Policlinico della città, un gruppo di compagne dell’Assedonne del S.a.o. Guernica e del Collettivo Femminista di Rifondazione Comunista hanno  deciso di intervenire e non accettare più questo tipo di provocazioni mobilitandosi per fermare chi vuole attaccare l’autodeterminazione e la libertà delle donne.
Da ormai dieci anni, infatti, membri di questa associazione si trovano di fronte al nosocomio di Modena il lunedì mattina, giorno in cui vengono eseguite le interruzioni volontarie di gravidanza, per la cosiddetta “preghiera per la vita nascente”, in teoria una preghiera, in pratica una vera e propria manifestazione politica contro la libertà di scelta delle donne e contro la 194. Anche se loro negano ogni responsabilità, celandosi dietro ad una innocua preghiera per questi “innocenti bambini condannati a morte attraverso la pratica dell’aborto legale”, è risaputo come gli esponenti di queste organizzazioni, fino a poco tempo fa, abbiamo distribuito volantini, molestato le presunte infanticide ed esposto cartelli accusatori nei confronti delle donne e dei pochi medici non obbiettori.

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Biografie partigiane

LIBERINA LUCCA, nata a Torino il 22 giugno del 1922, da Carlo e Leporina Felice. Sottotenente e comandante del servizio informazioni di Brigata, operativa dal 1 giugno del 1944 al 27 aprile del 1945 nella zona del canavese. Aveva al suo comando 240 uomini. Sfollata a Castelnuovo Nigra, conobbe alcuni partigiani delle Formazioni Matteotti e si prestò subito a far da staffetta, attraversando le montagne, sempre carica di messaggi, sale e viveri. Quand’era il caso, faceva anche da infermiera e prestava aiuto ai compagni di lotta malati o feriti. Per la delazione di una maestra fascista fu arrestata e imprigionata ad Aosta.
Riuscì ad essere liberata e riprese la sua attività andando sovente a Torino a ritirare cappotti e vestiti per i partigiani che si trovavano in alta montagna.
Una sera, venuta a Torino da Castellamonte per vedere un nipotino appena nato, fu avvertita che al comando tedesco un partigiano era stato interrogato su di lei e aveva negato di conoscerla. Essendo pericolosa la sua permanenza in città, travestita si recò a Bairo e qui aiutò immediatamente i partigiani del luogo. Il 27 Aprile del 1945 tornò a Torino al ristorante Canelli in via San Dalmazzo con un documento per il comandante Piero. Dopo aver pranzato volle uscire ad assolvere al suo incarico, benché i fascisti sparassero da ogni parte, e cadde fulminata.

MADDALENA MACCHETTA, nata a Cassolo, in provincia di Torino, l’8 luglio del 1889, attiva dal 2 gennaio 1944 al 6 marzo 1944 come staffetta presso la 46° Brigata Garibaldi. Mentre portava ordini e viveri al comando di Brigata venne catturata da forze nazifasciste e passata per le armi il giorno stesso.

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Un’intervista sulla Resistenza delle partigiane

Il ruolo delle donne nella Resistenza partigiana. Le storie delle donne che hanno partecipato alla Resistenza. La Resistenza come primo passaggio verso un processo di presa di coscienza e liberazione femminile. Un approfondimento a cura di MeDeA registrato ai microfoni di Radio Blackout di Torino.

Per ascoltare gli approfondimenti clicca qui:

medea_storie di resistenza

medea_resistenza e presa di coscienza femminile

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Poesia Partigiana

Note biografiche – Bimbi Luigia è nata a Milano (08/05/1927) ed è residente a Pianoro (Bo).

IO, DONNA SOLDATO
Che ne è stato della nostra guerra,
della donna soldato
che ha combattuto lassù,
fra le montagne?
Nulla. Freddi sentieri muti
solcano il verde e fuggono,
laggiù,
verso la valle.
Ma io non vedo e non sento
battiti di cuori in lotta.

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Canto degli ultimi partigiani

di Franco Fortini

Sulla spalletta del ponte
Le teste degli impiccati
Nell’acqua della fonte
La bava degli impiccati.

Sul lastrico del mercato
Le unghie dei fucilati
Sull’erba secca del prato
I denti dei fucilati.

Mordere l’aria mordere i sassi
La nostra carne non è più d’uomini
Mordere l’aria mordere i sassi
Il nostro cuore non è più d’uomini.

Ma noi s’è letta negli occhi dei morti
E sulla terra faremo libertà
Ma l’hanno stretta i pugni dei morti
La giustizia che si farà.

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99 partigiane cadute in Piemonte

Sono 99 le partigiane cadute in Piemonte, pubblichiamo alcune delle loro storie avvalendoci del prezioso lavoro di recupero e archiviazione di dati, notizie e testimonianze portato a definitiva stesura nel 1974 dalla Commissione Femminile dell’Anpi.

MARIA AGAZZI, nata a Torino il 29 maggio 1915, residente a Borgone, figlia di Vincenzo Giuliano e Maria Cugno, operativa nella Brigata “Walter Fontan” dal 1 agosto 1944 al 28 novembre 1944, cooperò con la squadra volante e con le sue informazioni permise la cattura di molti ufficiali e soldati delle Bande Nere. Il suo comandante, “Pino”, la definì ottima partigiana, coraggiosa e attiva.

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Note di Resistenza

...scrisse Elsa Morante…e di chi parlava?

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente, durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.

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Dagli archivi della Resistenza

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Resistere e organizzarsi in città

Da “Noi donne”,  edizione clandestina. Torino 1944

Una compagna dei Gruppi di Difesa della Donna ha avuto il mese scorso un’iniziativa ottima che deve essere accolta ed estesa dalla nostra organizzazione e da tutte le organizzazioni clandestine. Ecco come lei stessa ci ha raccontato il fatto: “avevo letto nella stampa antifascista della necessità di formare dei Comitati di Liberazione periferici, specie di casa, di quartiere, di rione, aventi il compito di organizzare la popolazione fuori dalle officine sulla base dei comuni, immediati e attuali interessi da difendere.

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