Skip to content


Modena: la mobilitazione contro gli antiabortisti

Riceviamo e molto volentieri condividiamo dall’AsseDonne di Modena: A Modena, dopo anni di silenzio in cui gli antiabortisti della Comunità Papa Giovanni XXIII (gruppo cattolico vicino al Movimento Per la Vita) hanno potuto, in tutta tranquillità, fare i loro presidi davanti al Policlinico della città, un gruppo di compagne dell’Assedonne del S.a.o. Guernica e del Collettivo Femminista di Rifondazione Comunista hanno  deciso di intervenire e non accettare più questo tipo di provocazioni mobilitandosi per fermare chi vuole attaccare l’autodeterminazione e la libertà delle donne.
Da ormai dieci anni, infatti, membri di questa associazione si trovano di fronte al nosocomio di Modena il lunedì mattina, giorno in cui vengono eseguite le interruzioni volontarie di gravidanza, per la cosiddetta “preghiera per la vita nascente”, in teoria una preghiera, in pratica una vera e propria manifestazione politica contro la libertà di scelta delle donne e contro la 194. Anche se loro negano ogni responsabilità, celandosi dietro ad una innocua preghiera per questi “innocenti bambini condannati a morte attraverso la pratica dell’aborto legale”, è risaputo come gli esponenti di queste organizzazioni, fino a poco tempo fa, abbiamo distribuito volantini, molestato le presunte infanticide ed esposto cartelli accusatori nei confronti delle donne e dei pochi medici non obbiettori.

Qualche mese fa il problema è stato sollevato dall’Udi di Modena, avvisato da alcune donne che erano state fermate ed infastidite da queste persone. Inizialmente lo sdegno è stato molto forte tanto da far indurre l’Udi a denunciare la cosa e organizzare un’assemblea presso la propria sede, invitando però anche i membri cittadini della Comunità Papa Giovanni XXIII. Molte le donne arrabbiate e sconcertate ma alla fine il tutto si è concluso in modo bonario. Gli antiabortisti sono stati invitati ad un tavolo di confronto sulle maternità difficili e ad abbandonare l’utilizzo di cartelli intimidatori e offensivi nei confronti de donne che vanno ad abortire. L’Udi in cambio ha deposto l’ascia di guerra trovando l’accordo soddisfacente.
Un gruppo di compagne dell’Assedonne del S.a.o. Guernica e del Collettivo Femminista di Rifondazione comunista – nel frattempo costituitesi nell’Assemblea in difesa della libertà delle donne – ha allora deciso di raccogliere queste asce di guerra e continuare la lotta. Queste persone che si trovano a pregare intorno ad una grande croce di legno, infatti, non devono trarre in inganno sulle loro reali intenzioni. Un associazione che auspica una “radicale revisione della legge 194/78 che porti la Pubblica Amministrazione a rifiutare ogni collaborazione alla pratica abortiva” e non una maggiore informazione sulle alternative all’interruzione di gravidanza e che considera l’aborto terapeutico una pena di morte legalizzata, non può essere lasciata libera di agire indisturbata.
Alla luce di tutto questo è, infatti,  difficile sostenere che quello che va in scena ogni lunedì mattina, a Modena come in tante altre città, non sia una vera e propria manifestazione politica contro la 194, contro un sacrosanto diritto ottenuto dopo anni di lotta e quindi contro la libertà e l’autodeterminazione di tutte le donne.
Da due settimane è stato quindi istituito un presidio permanente tutti i lunedì mattina alle 6.30 davanti al Policlinico di Modena, in opposizione agli antiabortisti in preghiera. Le altre giornate di mobilitazione saranno: un presidio il 30 aprile ore 17.00 davanti al Consultorio di Via Molza e un’assemblea pubblica il 7 maggio ore 16.00 in piazza Matteotti.

Posted in anticlericale, antifa, autodeterminazione, comunicati/volantini, consultori, iniziative, resistenze.