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Il diavolo probabilmente…note sparse sul 3luglio alla Ramats

È da giorni che mi posiziono davanti al computer per cercare di scrivere qualcosa sul 3 luglio. Le dita bloccate sulla tastiera che non sanno dove andare. La mente che ripercorre quella giornata e tenta di far ordine per riuscire a raccontare qualcosa. Eppure niente. Una fatica pazzesca.

Leggo e rileggo quello che tanti/e altri/e stanno scrivendo. I brividi mi scendono giù giù lungo la schiena. Ogni tanto mi scappa un sorriso. Qualche mia lacrima accompagna i passi più toccanti e le parole che qualcun’altr* molto meglio di me è riuscito a mettere insieme.

Io invece niente. Eppure so quanto sia importante dire, raccontare, far sapere…per chi c’era, per chi non c’era. E anche per me, che ho ancora addosso la frenesia di quella giornata che ho vissuto con tante altre persone al mio fianco, senza essermi mai sentita sola, senza aver avuto mai paura, perché loro erano tanti, armati e ben equipaggiati, ma noi avevamo ragione e ce lo sentivamo dentro.

Ci abbiamo creduto e ci siamo riusciti.  Tutti/e insieme.

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3luglio: Corso Traiano e Valsusa

Domenica c’è stata la manifestazione nazionale in Val di Susa  contro la costruzione del TAV.
Il Partito Democratico, i media,compresi quelli che si autodefiniscono “liberi e democratici” e qualcuna si ostina a definire “amici”, e la polizia danno sull’avvenimento la stessa versione e la stessa lettura, che si può riassumere in poche parole: esercizio gratuito di violenza da parte dei manifestanti, infiltrazione di elementi violenti e venuti da lontano (alcuni parlavano addirittura inglese!), presenza dei centri sociali e, addirittura, di quei” demoni” degli anarchici, black block. Come se portare solidarietà alle lotte fosse un crimine.
Il PD conferma il suo ruolo di referente privilegiato delle multinazionali, i media quello di manipolatori dell’informazione, la polizia quello repressivo.

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L’eversione nera all’epoca della sua riproducibilità tecnica

La consapevolezza di scardinare il continuum della storia è propria delle classi rivoluzionarie nell’attimo della loro azione (…) Nella Rivoluzione di Luglio è accaduto un episodio in cui questa coscienza si fece ancora valere. Giunta la sera del primo giorno di scontri, avvenne che in più punti di Parigi, indipendentemente e contemporaneamente si sparò contro gli orologi dei campanili. Un testimone oculare, che deve forse alla rima la sua divinazione, scrisse allora: Qui le croirait! On dit qu’irrités contre l’heure De nouveux Josués, au pied de chaque tour, Tiraient sur les cadrans pour arreter le jour (Chi lo crederebbe! Si dice che, irrirati contro l’ora, dei novelli Giosuè, ai piedi d’ogni torre, sparavano sui qudranti per arrestare il giorno).

W. Benjamin, Sul concetto di storia

Le interpretazioni che si rincorrono da domenica, riguardo ai lunghi scontri intorno all’area militarizzata della Maddalena, sono bidimensionali come la pletora di immagini stampate, mostrate, postate ovunque in questi ultimi giorni. Immagini da fuori (la parzialità istituzionalizzata e mendacemente neutrale dei media ufficiali) e da “dentro” la lotta e gli scontri. Sarebbe semplicistico affermare che delle immagini si può fare un uso buono o un uso cattivo. Nella società dello spettacolo esse si accumulano, come il Capitale, costituendo un’iperrealtà autonoma mai corrispondente alla somma delle realtà parziali rappresentate dai filmati e dalle foto. Dunque “giocare” con le immagini è sempre rischioso, perfino quelle prese da dentro gli scontri: esse finiscono per vivere una vita propria, e quando rompono il cordone ombelicale con chi le ha prese, per finire a navigare in rete, perlopiù, entrano nel circolo vizioso e riduttivo dell’interpretazione, che spesso è manipolata a monte dal Buon Senso Comune indotto negli ultimi 40 anni almeno dai media di massa. E’ successo anche in questi giorni, con il Tg3 che mostra immagini amatoriali prese dal Web, filmate, ritengo, da un video-maker di movimento, e utilizzate per mostrare soprattutto la cieca violenza dei manifestanti. Si ripete un clichè pericolosissimo, nel nostro Paese: teoremi mediatici su infiltrazioni terroristiche, teoremi polizieschi e tribunalizi su fantomatiche associazioni a delinquere…. in una parola, Tensione.

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3luglioNoTav. Una testimonianza da Chiomonte/Centrale

Partenza dalla Stazione di Chiomonte dopo aver preso il treno con arrivo delle 8.30. Nonostante la mobilitazione di portata nazionale non sono stati aggiunti treni straordinari, nè tantomeno vagoni aggiuntivi. Il mio treno era stracolmo e cosi gli altri 2 successivi !

Anche se inizialmente fresca, la giornata limpida preannunciava un bel sole caldo, infatti si sono dimostrate utilissime le informazioni passate dal movimento NoTav che avvertiva i/le manifestanti di portare acqua e creme per proteggersi.

I/le manifestanti continuavano ad arrivare tra musica, canti, concentrandosi x le strade e la piazzetta ogni tanto qualcuno/a di noi si affacciava verso la Centrale e verso il cantiere per cercare di scorgere qualcosa, altri/e volgevano lo sguardo su per i monti verso il concentramento di Giaglione ed Exilles/Ramats…dove sapevamo esserci altri/e manifestanti, altri compagni e compagne….l’assedio era già iniziato!

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Grazie Valsusa. Grazie di esistere.

Purtroppo in questi giorni abbiamo avuto qualche problema tecnico con il blog e non siamo più riuscite a scrivere. Ci siamo lasciate il giorno dopo lo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena, con un post in cui ringraziavamo la Valsusa per quello che ci aveva regalato.

E oggi, reduci dalla manifestazione No Tav di domenica 3 luglio, non possiamo far altro che rinnovare quel ringraziamento, che questa volta estendiamo a tutte le compagne, i compagni, a tutte le genti “venute da fuori” come hanno scritto quei giornali ingaggiati per mettere paura, per dividere i buoni dai cattivi, per riferire notizie false, per convincere il mondo che la Tav è cosa buona e giusta.

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Grazie Valsusa!

Per la cronaca, i commenti, le dirette audio, i video, le analisi rimandiamo naturalmente ai siti che in questi giorni hanno seguito minuto per minuto la resistenza della Libera Repubblica della Maddalena. Da Infoaut.org a Notav.info, da RadioBlackout, a OndaRossa e Onda d’Urto.

Da parte nostra, senza nessuna retorica, un grazie di cuore alla Valsusa, a tutta la popolazione, ai comitati NoTav, ai compagni e alle compagne giunti/e da ogni parte d’Italia. La passione, il coraggio e la determinazione che abbiamo conosciuto, incontrato, condiviso in questo mese di presidio e nella giornata di resistenza popolare di ieri, rimarrano per sempre tre le esperienze più significative ed emozionanti della nostra vita.

Stasera una fiaccolata attraverserà le vie del centro di Susa. Domani è un altro giorno buono per lottare, fino alla vittoria, fino alla liberazione della Maddalena. Ora come sempre, NO TAV!

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Hackmeeting e precarietà: siamo perfettamente inconciliabili!

Alcune delle donne che si sono incontrate agli Stati Generali della Precarietà a Roma intendono proseguire la riflessione iniziata dentro il WS perfettamente inconciliabili. Vogliamo partire dal personale per arrivare al politico, costruendo una nuova geografia dei femminismi precari e immaginando delle proposte politiche che conducano tutt* verso lo sciopero precario. Vogliamo ragionare anche sulle forme della comunicazione attraverso le quali si può produrre contaminazione e consapevolezza sul tema della precarietà.

Le compagne e amiche di Femminismo a Sud e di Corrente Alternata hanno proposto di inserire due momenti di discussione sulla precarietà all’interno dell’hackmeeting fiorentino, al csa nExt Emerson, in via Bellagio 15.

Venerdì 24 giugno dalle ore 20.00 e sabato 25 giugno dalle ore 11.00 saremo presenti all’Hackmeeting di Firenze con il workshop:

Perfettamente inconciliabili: dal personale al politico. Dalla narrazione alla proposta politica. Le forme della comunicazione!

Il workshop si svolgerà a partire da una narrazione personale, osservando i provvedimenti legislativi e come essi hanno inciso nelle nostre vite.
La riflessione punterà sulle scelte politiche attuate dai vari governi negli ultimi 20 anni, durante i quali, sia il governo di centro destra che quello di centro sinistra, hanno riproposto le politiche di conciliazione ora sintetizzate nel Libro Bianco presentato dal Ministro Sacconi.

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Formiche e Cicale al tempo della crisi

L’analisi di eventuali differenze legate al genere per quanto riguarda, in ambito economico e finanziario, i comportamenti di investitori e risparmiatori è stata a lungo legata e quindi risolta appellandosi ai dati storici della maggior prudenza delle donne rispetto agli uomini per quanto riguarda gli investimenti,  della  loro minor propensione al rischio e infine della rilevante tendenza delle donne alla delega delle proprie scelte ad un operatore finanziario oggi e al marito, padre o fratello in precedenza.

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Une affaire des femmes?

Riceviamo e molto volentieri condividiamo sul nostro blog.

Seguo le attività di Telefono Rosa da alcuni anni, dopo aver contattato l’associazione a seguito di un episodio di violenza subito da una cugina, allora giovane donna di 20 anni il cui compagno, sempre piuttosto prepotente, era arrivato a un livello di aggressività intollerabile.

Per questo vi segnalo la pubblicazione, giovedì 16 giugno, dell’ultimo rapporto di Telefono Rosa relativamente a stalking e violenza di genere: si tratta di dati interni, frutto di un’indagine che ha preso in esame le donne che nel 2010 hanno chiesto aiuto all’associazione, quindi fotografano un  ambito di analisi piuttosto parziale e numericamente non ampio, ma ritengo che alcuni dei dati appunto diffusi siano significativi, in particolare quelli relativi alle dinamiche più profonde che regolano una relazione violenta e che, seppur taciute, spesso costituiscono oggetto di non detto sociale e culturale o di implicito giudizio: perché una donna non reagisce? perché subisce per anni? perché non si difende, non scappa, non parla?

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Pillole e Paletti

Il 15 giugno scorso il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso parere favorevole a seguito della richiesta dell’Aifa, Agenzia Italiana per il Farmaco, in merito all’introduzione in Italia della cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, commercializzata dalla HRA Pharma con il nome di EllaOne, un ritrovato che contiene una molecola, l’uliprostal acetato, a spiccata azione antiprogestinica, che se assunto entro 120 ore dal rapporto non protetto o in conseguenza del fallimento del metodo contraccettivo utilizzato, previene eventuali gravidanze.

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