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Quaderni viola: il contributo di MeDeA

Ecco il nostro contributo al quarto numero dei Quaderni Viola, centrato sul modello sociale proposto dal Libro Bianco di Sacconi.

Il Libro Bianco presentato nel maggio del 2009 dall’attuale ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi, non si legge semplicemente: deve essere analizzato e studiato con chiara consapevolezza del suo non essere un documento politico, amministrativo o legislativo in senso tradizionale: nel Libro Bianco si entra come ci si addentrerebbe in un mondo, un mondo disegnato   e preparato per il futuro di tutti e tutte noi.

Il Libro Bianco fonda un modello sociale, addita un indirizzo, costruisce e fissa coordinate di contesto, rappresenta l’ordine simbolico di riferimento all’interno del quale trovano posto tutti i concretissimi fatti cui abbiamo assistito nell’ultimo biennio: la Riforma Gelmini per quanto riguarda l’istruzione,  il piano Marchionne per gli stabilimenti Fiat in Italia, l’ultima manovra finanziaria del ministro Tremonti e infine lo smantellamento definitivo dello Stato Sociale che abbiamo conosciuto.

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Ancora lei, la Delibera Ferrero

Se dal 3 agosto scorso Caterina Ferrero, ex assessore regionale alla Sanità agli arresti domiciliari da poco più di un mese a seguito dell’accusa di turbativa d’asta, il cosiddetto scandalo dei pannoloni, valore 50 milioni di euro, ha dunque potuto fare i primi passi oltre il giardino della villa di Leinì in cui era confinata,ci siamo domandate quali passi abbia compiuto e, soprattutto, stia per compiere la sua “creatura”, vale a dire la delibera con la quale si consente l’ingresso nei consultori pubblici piemontesi ai cattolici integralisti, antiabortisti, del Movimento per la Vita.

Abbiamo quindi partecipato, sabato 24 settembre, all’assemblea indetta dalla Casa delle Donne di Torino presso l’istituto tecnico industriale Avogadro, con l’obiettivo di aggiornare in merito allo stato di attuazione della delibera, proporre nuove possibili iniziative di informazione e mobilitazione e, infine, ragionare insieme sul significato politico più generale sotteso non solo alla pronuncia del TAR, ma anche alle fulminee contromisure di Roberto Cota e del nuovo assessore, Paolo Monferino, ingegnere meccanico, uomo Fiat dal 1973, guarda caso novarese come il presidente Cota.

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Sebben che siamo donne, è uscito il quarto Quaderno Viola

Femminismo e lotta sindacale nella crisi

Hanno dato contributi orali e-o scritti Donatella Biancardi, Antonella Bruschi, Rosa Calderazzi, Maria Grazia Campari, Chiara Carratù, Lidia Cirillo, Eliana Como, Nadia De Mond, Irene Dioli, Paola Guazzo, Arianna Mamini, Eva Mamini, Lidia Masson, gruppo MEDEA-Torino, Licia Pera, Vincenza Perilli, Giuliana Righi, Franca Treccarichi, Giovanna Vertova.

Quaderni viola: il blog, il sito.

INDICE

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Delibera Ferrero: facciamo il punto della situazione.

Che ne è della Delibera Ferrero, il testo approvato dalla Giunta Regionale del Piemonte lo scorso autunno che consente l’ingresso nei consultori pubblici dei volontari del Movimento per la Vita?

E dopo la sentenza del TAR, in seduta dell’ 8 giugno 2011, che ha accolto uno dei punti del ricorso presentato da Casa delle Donne e Attiva Donna, ossia quello relativo alla illegittimità dei requisiti necessari alle associazioni per accreditarsi presso le Asl (presenza nello statuto costituivo della formula “tutela della vita sin dal concepimento”, ndr), quali sono i possibili scenari che si aprono?

E’ necessario fare il punto della situazione, capire quali sono i passaggi in atto per l’applicazione definitiva della Delibera e quali potranno essere le diverse forme di opposizione e mobilitazione, non solo a Torino ma in tutto il territorio regionale, tenendo ben presente un dato fondamentale: non si tratta di una lotta circoscritta all’atto amministrativo o agli antiabortisti del Movimento per la Vita, la realtà è che su tutto il territorio nazionale è in atto un tentativo radicale di ridefinizione, smantellamento e azzeramento di ogni spazio, fisico e politico, in cui decidere di sé, della propria vita e delle proprio futuro.

A cominciare dal corpo delle donne e da quei luoghi, evidentemente improduttivi quando non ideologicamente scomodi, in cui l’obiettivo centrale è la nostra salute e in cui ancora proviamo a praticare autonomia ed autodeterminazione: i consultori.

Ascolta l’intervista a MeDeA realizzata questa mattina ai microfoni di Radio Blackout:

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Cogliamo l’occasione per ricordarvi e invitarvi all’assemblea pubblica regionale organizzata dalla Casa delle donne. L’appuntamento è per domani, sabato 24 settembre 2011 alle ore 15 presso l’Istituto Avogadro, in Via Rossini 18 a Torino.

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Trilogia dalla città di N.

Una grande città del Sud.

Tre donne si raccontano… la loro vita, le speranze e la rabbia, la crisi che non c’è ma che c’è sempre stata, le diverse forme di resistenza, il futuro inimmaginabile.

Una terra amata che si fa quotidianamente odiare.

 

TRILOGIA DALLA CITTÀ DI N.

Graziana.

A me di quello che succede fuori dalla porta di casa non me ne frega più niente. Prima una casa non la tenevo e ‘na porta era un lusso… in cinque in una stanza e un tramezzo con una tenda che divideva i letti… mi sembrava che con mio marito per la vergogna che ci sentivano non si faceva mai all’amore e invece sempre incinta mi ritrovavo!

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Cosa vuol dire avere…

Abbiamo ricevuto da C. e altre/i questo contributo sulla nostra mail. Una serie di indovinelli molto divertenti che volentieri condividiamo con voi…

Come tanti della mia generazione ho amato molto Fabrizio De André. I suoi dischi giravano sul piatto per mesi, ogni parola riascoltata e pensata, ogni nota, per chi ne capiva di musica, ripetuta su solitarie chitarre… quella voce unica e inconfondibile, soprattutto negli anni sessanta, ha significato per noi affacciarsi sul mondo…i cantautori francesi, Dylan, Leonard Cohen e tanti tanti ottimi libri… erano anni in cui lo stereo in casa ce lo avevano pochi, era un lusso, ci si accontentava del demoniaco e famelico mangiadischi, rock in televisione, vale a dire un canale in bianco e nero!, nulla, qualcosa su radio Rai ogni tanto…ci si sintonizzava su Radio Lussemburgo, spesso a orari impossibili…

Quell’amore ha attraversato indenne i decenni, i fatti politici, i dati sociali, la vita di tutti i giorni, per approdare, venato di rimpianto, all’ascolto limpido e ancora magico di oggi: propongo spesso Faber ai miei figli, agli studenti e alle studentesse, agli amici più giovani e le sue canzoni diventano gioco, si prestano alla sciarada…

Ascoltate con noi, indovinate e contribuite!

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Se diciamo femminismo cosa vi viene in mente?

Abbiamo catturato dalla rete un’idea che ci piace molto.  L’hanno pensata tre ragazze che compongono la redazione di Frequenze di genere, una trasmissione che va in onda su Radio Città Fujiko. Le abbiamo contattate e abbiamo pensato ad una collaborazione e a uno scambio di esperienze.

Oggi quindi inauguriamo una nuova rubrica sul blog di MeDeA, in modo che oltre ai commenti che ci lasciate e le mail che ci inviate, il rapporto con voi che ci leggete possa stringersi ulteriormente. Con questa rubrica speriamo di renderci anche più interattive e di rendere ancora più proficuo lo scambio tra chi scrive e chi legge…insomma proviamo ad invertire per una volta le parti?

La domanda che vogliamo proporvi è…

Se diciamo femminismo cosa vi viene in mente?

Rispondeteci e scriveteci lasciando un commento sul fondo di questo post o inviando una mail al nostro indirizzo noi.medea@gmail.com

Noi inoltreremo i vostri scritti alla redazione di Frequenze di genere, in modo che anche loro possano raccogliere e condividere il vostro contributo attraverso i microfoni della radio.

Non ci interessa sapere quanto ne sappiate di femminismo, della sua storia politica e culturale, di studi di genere. Ci piacerebbe invece scoprire i valori e i significati, le immagini e le sensazioni che la parola femminismo stimola in voi.

Insomma vorremmo conoscervi e più in generale sapere a cosa venga spontaneamente associato oggi il termine femminismo nell’opinione comune.

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Questo è il neoliberismo. L’11 settembre in Cile.

Di Elisabetta

Ogni anno, l’11 settembre, ricorre l’anniversario del colpo di Stato in Cile. Tre riflessioni mi vengono subito in mente.

La prima riguarda il silenzio che lo circonda, accompagnato dalla rimozione nell’immaginario collettivo. La seconda fa riferimento al fatto che il colpo di Stato è stato eseguito materialmente dai militari cileni, ma organizzato e su commissione degli Stati Uniti.

Tacendo su questo aspetto importante, si accredita  la vulgata corrente secondo cui il fascismo è altro rispetto alla società capitalista, mentre ne è una variante, scelta quando il sistema ritiene più opportuno utilizzarla e, dimenticando che la regia è sempre la stessa, siamo criticamente disarmate quando colpi di Stato e guerre umanitarie avvengono ai nostri giorni.

La terza riflessione che, per certi versi, ci interessa più da vicino, riguarda il fatto che si vuole far passare il colpo di Stato in Cile come il frutto di ambienti reazionari e oscurantisti.

Non è così. La dittatura militare in Cile è stata il debutto del neoliberismo.

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Sonia

Dal GLF – GRUPPO DI LAVORO FEMMINISTA, ROMA
contro i Cie e contro il controllo sociale

Sonia viveva in Italia da 24 anni, aveva quattro figli, due appena maggiorenni, due ancora piccoli.
Perchè parliamo al passato?
Perchè Sonia non è più qui. E’ stata deportata in Tunisia, l’altro ieri all’alba.
Ci vuole poco per diventare irregolari, basta poco per perdere il permesso di soggiorno, nonostante i venti e più anni in Italia, nonostante i figli, nonostante tutto.
Ci ha telefonato alle 5 e mezza di mattina dicendo “aiutatemi, mi stanno portando via” e noi non siamo riuscite a fermare la macchina inesorabile della deportazione.
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Comunicato delle donne NoTav

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Le donne del Movimento NO TAV, nell’esprimere la loro solidarietà a Elena e Marianna, rivendicano il diritto di manifestare la loro rabbia e contrarietà all’occupazione militare del territorio anche alle reti e ai cancelli del ”fortino” e dunque il proprio protagonismo non solo come massaie e infermiere.

Il fatto che siamo donne, a volte anche avanti con gli anni, ci rende agli occhi delle forze dell’ordine, prede più ambite perchè più facili, come già nel caso di Marinella a Coldimosso.

Ci attaccano coi lacrimogeni ancora prima di avvicinarci alle reti e ci hanno gasato pure all’interno della cucina alla maddalena…. ma non ci impediranno di continuare la nostra giusta lotta che ci troverà sempre in prima fila.

Non possiamo delegare il compito di difendere la Valsusa ad altri e siamo pronte a subirne le conseguenze, se necessario.

I politici tutti e il prefetto dovrebbero vergognarsi di questa loro viltà nel trincerarsi dietro a del filo spinato (di fabbricazione israeliana!!!) per arginare la volontà popolare non avendo altri argomenti se non la forza dei militari.

Come donne rifiutiamo questi metodi e chiediamo che si rispetti la democrazia intesa come volontà popolare in questa valle terreno di scontro tra la popolazione e i partiti della casta.

Siamo costrette a forme di lotta dure e i giornali e le televisioni ci presentano come delle criminali.

Siamo invece delle donne consapevoli, lottiamo per difendere il nostro futuro e quello delle generazioni a venire e siamo fiere di essere parte attiva di un popolo pacifico e determinato nella difesa della propria terra.

Le donne presenti al coordinamento dei comitati di martedì 13 settembre:

marisa, saveria, titti, emanuela, simonetta, martina, antonella, gianna, sara, ermelinda, donatella, daniela, ermanna, nicoletta, claudia, renata, cellerina, giulia, claudia,bruna, rosanna, mariateresa, giovanna, gabriella, pina, cesira, mariachiara,marina, rosanna,marisa, sabina, elena, doriana, fabrizia, giuliana, maria, marina, valentina, monica, mariuccia, laura, sandra, franca, daniela, franca,……e le altre.

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