…dormi sepolta in un campo di grano…non è la rosa, non è il tulipano…
Piera è in guerra, ormai lo sa. La guerra di Piera si combatte tra le quattro pareti di casa, la sua. Piera ha tredici anni, Piera ha ottantuno anni. Piera si chiama Francesca, o Gabriella. Piera viene colpita, schiaffeggiata, presa a calci a pugni o a morsi. Piera viene minacciata con una pistola o con un coltello. Piera viene strangolata o soffocata o ustionata. Piera viene picchiata davanti ai figli. Piera viene seguita, perseguitata. Piera viene spinta, schiaffeggiata, strattonata. Piera viene stuprata nel proprio letto. Piera viene umiliata. Piera viene controllata, isolata, intimidita, insultata.
Piera è giovane, ha meno di sedici anni e per un milione e quattrocentomila volte è stata molestata da un amico di famiglia, da un parente, da un conoscente.
Piera non ne parla con nessuno.
Piera legge sul giornale di essere amata: Piera ha un partner, un marito o un convivente, Piera ha un ex fidanzato, un amante o un corteggiatore… che non la vuole proprio lasciare, che non si rassegna, che non sopporta di vivere senza di lei…di Piera è geloso… per non perdere Piera è diventato folle, ha perso la testa, ha commesso un gesto disperato.


