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Oltre il ponte

…per me la Resistenza è stata quella fase felice di autentica liberazione in cui le persone, la maggioranza delle persone, erano diventate migliori, disinteressate, generose, erano capaci di gesti di altruismo e solidarietà…

Lisetta Giua Foa, partigiana

Questa è la storia di Gigliola Spinelli, partigiana della Val Pellice, coraggiosa fino all’incoscienza, specializzata in azioni individuali spericolate come entrare in un albergo pieno di tedeschi per rubare direttamente dal cinturone la pistola di un ufficiale o far fuggire, con la complicità del personale e l’aiuto dei compagni dei Gap, Lisetta Giua, travestita da crocerossina, internata e incinta nella clinica Mangiagalli di Milano, dopo esser stata nelle mani della famigerata Banda Koch. Per quest’azione Gigliola fu incaricata direttamente dal CNL di Torino.

Questa è la storia di Anna Cinanni, di Torino, collabora con i gruppi della Resistenza, viene arrestata, portata in una caserma, picchiata e presa a pugni. Trasferita nel carcere di Vercelli, trova quattro compagne di Biella che le danno sostegno con la loro amicizia. Anna è giovane, piena di speranze ed è convinta che la prigionia durerà poco.

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Posted in 25 aprile, resistenze, storie di donne.

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Torino, Asili nido in svendita!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Lettera aperta a tutti i gruppi e le realtà appartenenti e operanti nel  mondo delle pari opportunità
Lettera aperta a tutte le donne.

Siamo donne lavoratrici che da anni svolgiamo un servizio prezioso per altre donne: crescere ed educare i loro bambini. Siamo educatrici di prima infanzia precarie, dipendenti del Comune di Torino, presso i Servizi Educativi. Donne che vivono la condizione di precarietà da tanti anni, svolgendo un lavoro essenziale e fondamentale come la cura dei più piccoli. Il lavoro di cura spesso nella nostra società è visto e vissuto come un lavoro invisibile  e proprio per questa  specificità  noi educatrici rischiamo di risultare invisibili come dei fantasmi. Da settembre infatti, a causa di perversi meccanismi di gestione amministrativa che han consentito che la componente precaria arrivasse al 30% del personale, ma soprattutto a causa della fuoriuscita dal patto di stabilità della nostra Città, nei Servizi Educativi sarà impossibile procedere con nuove assunzioni, ed i servizi all’infanzia della Città potrebbero presto essere smantellati attraverso la concessione a privati di 10-15 nidi .

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Posted in comunicati/volantini, crisi/debito, iniziative, precarietà, scuola/formazione.


Lettera di Marisa: Siamo tutte no tav!

Volentieri riceviamo e pubblichiamo

 Siamo tutte No Tav

“In questi giorni sto ricevendo molti abbracci e ringraziamenti dal popolo NO TAV, dalla mia gente della valle e di tutta Italia. Ma io ritengo doveroso ringraziare tutti per essere stati vicino a noi proprietari NO TAV (una decina) e i tecnici e gli avvocati che hanno svolto egregiamente il loro lavoro. Un ringraziamento a tutti quelli che, a ogni chiamata, vanno alle reti; alle tre donne che, dopo il taglio delle reti, sono entrate nel fortino e sono state denunciate; alle altre donne che, al di là delle reti, mi sono state vicino e mi hanno tenuto la mano e, durante la carica della polizia, non si sono mosse, a costo di essere manganellate e a coloro che hanno resistito alla carica e non sono indietreggiati.Un grazie a tutti gli arrestati che, per essere venuti in Valle Susa, pagano per noi un caro prezzo, in particolare a Giorgio, Luca e Guido, che hanno vissuto con noi per molti mesi l´esperienza della Repubblica della Maddalena, e a Luca per la paura che mi ha fatto prendere e per il culo che ha avuto, nonostante tutto quello che sta passando in questo periodo.
Voglio poi mettere in rilievo un episodio odioso di alcuni giornalisti che sono entrati nel fortino anche se, ai cancelli della Centrale, fosse vietato l´accesso ai giornalisti; si tratta di un giornalista di Repubblica, uno de La Stampa (Numa) e altri. Il giornalista di Repubblica si è avvicinato a dove ero ammanettata per parlarmi. Alle mie rimostranze per il fatto di essere all´interno con la Digos, ha cercato delle giustificazioni che io non ho voluto neanche sentire. Durante lo scontro verbale mi ha detto: “E´ grazie a me che lei è qui ammanettata e può manifestare!”. A lui dico: “Vergogna perché nonostante i suoi capelli bianchi, come i miei, non ha capito niente, o forse troppo perché fa parte della casta, mentre ci sono giornalisti giovani e precari che in questi giorni ci hanno seguito al di là della reti e hanno fatto dei servizi che forse non verranno mai pubblicati.”

Marisa, notav.info

Posted in comunicati/volantini, no tav, resistenze, storie di donne.

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No al carcere per la contraccezione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Cari amici, L’Honduras è a un passo dall’approvare una legge che condannerebbe al carcere chiunque abbia assunto la pillola del giorno dopo, anche se in seguito a uno stupro. Possiamo unire le nostre voci per bloccare questa legge e garantire alle donne il diritto di evitare una gravidanza indesiderata. Alcuni membri del Congresso sono contrari a questa legge che prevede il carcere anche per i medici che prescrivono la pillola e per chiunque la venda, ma si piegano alla potente lobby religiosa che definisce erroneamente “abortiva” la pillola del giorno dopo. Solo il capo del Congresso, interessato a difendere la propria reputazione all’estero in vista della corsa alla presidenza, può fermare questo abominio. Se faremo pressione su di lui ora potremo chiudere per sempre questa legge reazionaria in un cassetto.

Il voto è imminente: dimostriamo all’Honduras che il mondo non starà a guardare mentre le donne rischiano il carcere per evitare una gravidanza anche dopo una violenza sessuale. Firma la petizione urgente che chiede al Presidente del Congresso dell’Honduras di difendere i diritti delle donne. Avaaz sosterrà gruppi di donne locali per consegnare personalmente il nostro grido di protesta: http://www.avaaz.org/it/no_prison_for_contraception_global/?vl

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Posted in anticlericale, autodeterminazione, contraccezione, controllo.

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Sabato 24 marzo tutte e tutti a Saluzzo!

SABATO 24 MARZO 2012 FREEDOM FOR NOTAV
ORE 10.30 – VOLANTINAGGIO al mercato di Saluzzo, via Ludovico II
ORE 15 – PRESIDIO sotto il carcere di Saluzzo
PERCHE’ LIBERARE TUTTI VUOL DIRE LOTTARE ANCORA
A questo link tutti gli articoli sulla campagna Freedom For NoTav

Posted in iniziative, no tav.


Campagna di lotta “Freedom 4NoTav”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo e diffondiamo.

La determinazione dei detenuti No Tav presso il carcere delle Vallette, che hanno organizzato delle proteste e proposto delle rivendicazioni in quell’istituto, ha portato alla loro dispersione, e questa dispersione ha oggi dei preoccupanti sviluppi. Se già gli arresti sono stati una forma scandalosa di intimidazione e violenza nei confronti del movimento, il trattamento che i compagni stanno subendo in carcere chiama alla nostra mobilitazione e al nostro sostegno attraverso campagne di solidarietà che raccolgano gli inviti alla solidarietà che arrivano direttamente da dentro le carceri. Nel testo che segue vogliamo spiegare, in sintesi, quale situazione si trova a vivere Giorgio, detenuto nel carcere di Saluzzo, e proporre una campagna di denuncia del trattamento cui sono sottoposti i 12 detenuti della sezione “ISOL”. Pubblichiamo su Infoaut, inoltre, un documento importante. Si tratta di un comunicato scritto e firmato da tutti i detenuti della sua sezione. I prigionieri chiedono ai movimenti di prendere parola sulle disumane condizioni di vita nelle carceri e su alcune aberrazioni disciplinari che riguardano il carcere dove sono rinchiusi.

La lotta dei compagni alle Vallette – Cinque detenuti No Tav avevano iniziato, a fine gennaio, una serie di proteste all’interno della prigione torinese. Queste proteste erano relative ad una serie di abusi, scandalosi e non ammessi sul piano giuridico, operati dalle guardie carcerarie nei loro confronti e nei confronti di tutti i detenuti (annullamento dell’ora d’aria, restrizioni delle ore di socialità e di altri spazi di agibilità). La protesta era consistita nel semplice rifiuto passivo a rientrare nella propria cella al termine dell’ora di socialità, ed era stata protratta più volte, anche in concomitanza con il concerto di Militant A fuori dal carcere.

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Posted in comunicati/volantini, iniziative, no tav.


Dax vive!

Ciao Dax! Al nostro fianco sempre, anche contro i fascisti del movimento per la vita. Il 16 novembre 2002, in strada con noi, a Torino, a condividere la nostra lotta e quella di tante compagne giunte da ogni parte d’Italia. Ti vogliamo ricordare con il sorriso e l’allegria che avevi quel giorno, mentre sfilavi per le strade della nostra città a rivendicare il diritto di autodeterminazione delle donne, sempre libere di scegliere sui nostri corpi e sulle nostre vite.
Antifa sempre! 130mila volta acab!

A questo link un vero e proprio reperto storico…

http://www.ecn.org/reds/donne/italia/italia0211aborto.html

Posted in antifa, comunicati/volantini.


Stupro di gruppo, no all’obbligo del carcere

da RadioBlackout

Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, ma può applicare misure cautelari alternative. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, dando un’ interprestazione estensiva ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2010. Una decisione che ha scatenato la reazione di molte donne. Il commento e la riflessione del collettivo Medea: audio medea

A questi link altri approfondimento in merito.

Storia della legge sullo stupro

Stupro di gruppo, salta il carcere

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Claudio D’Orazi, ennesimo stupratore in divisa

da noinonsiamocomplici.org

Premettiamo: non c’importa che giudici e giornali la chiamino “concussione sessuale”. Per noi si chiama stupro e punto! Dopo i poliziotti che rapinavano gli immigrati, adesso la questura di Bologna deve gestirsi il caso di questo assistente capo dell’ufficio immigrazione, che per tre anni (così dicono i giornali, ma chissà per quanto tempo realmente) ha preteso rapporti sessuali in cambio del permesso di soggiorno. Cosa dovremmo aggiungere a ciò che da tempo andiamo dicendo sugli stupratori in divisa? Proprio lo scorso 8 marzo era stato distribuito un volantino con la lista dei casi più recenti di cui si era a conoscenza. E qualcuno/a si stupisce ancora?

Ecco qui due articoli apparsi oggi sui giornali.

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Posted in femminicidi, migranti, no cie, storie di donne, violenza di genere.


Torino: libere di scegliere!

Oggi a Torino si è svolta la manifestazione per l’8 marzo. Piú di 500 donne hanno sfilato per il centro cittadino rispondendo all’appello dei collettivi e delle singole riunite nell’assemblea per l’8 marzo. Il corteo è stato fortemente caratterizzato dalla presenza di numerose donne No Tav che hanno costruito uno spezzone aperto dallo striscione “Partigiane della terra e del futuro”. Oltre ad aver ribadito le ragioni della loro lotta, hanno denunciato a gran voce le violenze perpetrate dalla polizia che occupa e militarizza il territorio della Val Susa.
La giornata è iniziata in piazza Castello, sotto la sede della Regione, luogo simbolo delle politiche di attacco all’autodeterminazione e alla libertà di scelta delle donne, in particolare attraverso la proposta di legge 160 che promuove l’ingresso dei volontari antiabortisti nei consultori pubblici e l’istituzione di un fondo destinato alle donne che decidono di non abortire, senza preoccuparsi di offrire un reale sostegno alla maternità consapevole.
La Regione ha le sue responsabilità anche rispetto ai continui tagli alla sanità, ai servizi e agli asili, obbligando le donne a sostituirsi ad un welfare sempre più evanescente e in via di estinzione. Ancora una volta, anche a causa della nuova riforma del lavoro, le donne si ritrovano sempre piú precarie all’interno del mercato del lavoro e sempre più schiave tra le mura domestiche. Il corteo ha poi attraversato via Roma fermandosi davanti al negozio Golden Point per ribadire la solidarietà alle operaie Omsa in lotta da mesi per difendere il proprio posto di lavoro contro la volontà del padrone dell’azienda di delocalizzare l’intera produzione all’estero per assicurarsi maggiori profitti. In piazza San Carlo il corteo ha fatto tappa di fronte alla banca San Paolo, dove le donne della Rete contro il debito sono intervenute a sottolineare le fortissime responsabilità degli istituti bancari nella crisi in atto.
Il corteo si è concluso di fronte alla stazione di Porta Nuova militarizzata da un ingente schieramento di celerini che sono stati fatti oggetto di scherno da parte delle manifestanti che hanno cantato in coro: “Sbirri, sbirri, ma che che ci state a fare, a casa ci sono i piatti da lavare!”.
Oggi siamo scese in piazza in occasione dell’8 marzo ma senza dimenticare che le donne lottano tutto l’anno e sono presenti e protagoniste con la loro forza e determinazione su più fronti, da Torino alla Val Susa, nelle università, nei posti di lavoro come tra le mura domestiche.

Assemblea per l’8 marzo

Posted in 8 marzo, comunicati/volantini, iniziative.