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8 marzo non stop radiofonica – tutti i materiali, i contributi, le interviste

Anche quest’anno abbiamo accolto con molto piacere l’invito delle compagne del Martedì femminista e lesbico autogestito di Radio Ondarossa di Roma per organizzare insieme una maratona radiofonica in occasione dell’8 marzo.

Un ringraziamento speciale anche a RadioBlackout che ci ha permesso di stravolgere il palinsesto e immaginare un’intera giornata che desse voce alle donne che lottano e alle lotte delle donne, qui come altrove. Dalla Valsusa all’India, dalla Palestina all’Egitto…qui di seguito potete riascoltare e rileggere tutti i materiali che abbiamo utilizzato e che sono stati prodotti all’interno di questa giornata.

Collettivo femminista MeDeA – medea.noblogs.org

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Posted in 8 marzo, antifa, caracas, crisi/debito, femminicidi, femminismi, no tav, palestina, primavera araba, radio, ReFe, repressione, resistenze, storie di donne, violenza di genere.


8 marzo 2013 – Non stop radiofonica

VENERDI’ 8 MARZO 2013

Martedì Femminista e lesbico autogestito di Roma e Collettivo femminista Medea di Torino, in collaborazione con Radio Blackout e Radio Ondarossa presentano…una non stop radiofonica in occasione dell’8 marzo.

potete ascoltarci:
sulle frequenze 105.250fm di Radio Blackout oppure attraverso lo streaming

sulle frequenze 87.9 fm di Radio Ondarossa oppure attraverso lo streaming

IL PALINSESTO a cura di MeDeA (Blackout 105.250fm)

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Posted in 8 marzo, iniziative.

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Otto marzo in Clarea

Riceviamo e volentieri pubblichiamo invitandovi a diffondere il più possibile!

Molte valsusine ma anche tante donne notav non hanno certo bisogno dell’otto marzo per recarsi in Clarea perché ci vanno tutti i giorni o quasi. Altre approfitteranno della buona compagnia per raggiungere le reti e vedere da vicino come procede lo scempio.
Quante volte ci siamo dette che andare al cantiere è un dolore, che guardare la terra sventrata è un atto di violenza che subiamo… però poi andiamo perché sappiamo che dobbiamo resistere ancora un po’, sempre un po’ più di loro. La notte non ci spaventa e la terra di Clarea sarà contenta di vedere che le nostre pratiche di resistenza possono essere molteplici.

La giornata dell’otto marzo venne istituita per ricordare l’eccidio di un centinaio di operaie che all’inizio del secolo scorso praticarono uno sciopero duro per ottenere diritti elementari: finirono bruciate all’interno della fabbrica che occupavano.
Disubbidire all’ordine costituito costa sempre molto caro alle donne. In numero sempre più crescente le donne muoiono. Il vocabolario si è arricchito della parola femminicidio, per indicare un massiccio numero di persone uccise in quanto donne. Donne che dopo anni di violenza, di liti e disagi decidono di fare delle scelte, decidono di rompere silenzi e catene, provano la strada dell’autodeterminazione. Per questo pagano con la vita e se pensiamo o lasciamo che si dica che sono vittime della follia del momento, le uccidiamo due volte. Sono vittime di un sistema di potere che conferisce ai maschi l’agio di disporre delle donne come, quando e quanto vogliono. Un sistema che li giustifica.
Bisogna difendersi. Bisogna costruire spazi liberi dall’autoritarismo e dalla violenza.
Anche per questo andiamo in Clarea. Quel cantiere è per questa valle il simbolo dello stupro alla terra, della violenza alle persone che la vogliono abitare in armonia e nel rispetto.
Come donne siamo soggetti privilegiate nella comprensione che uno stupro è un evento irreversibile e odioso. La violenza sulle donne è odiosa.
La violenza sulla terra è odiosa. Dobbiamo difenderci, dobbiamo difendere la nostra valle.
Molte di noi attraverso questa lotta che davvero afferma il diritto alla vita ( la nostra, qui e adesso, e quella delle generazioni future) hanno fatto dei passi avanti verso l’autonomia. Abbiamo guardato lontano, abbiamo imparato ad uscire dalle ideologie e cominciato a privilegiare le pratiche. Abbiamo assunto consapevolezza e responsabilità decidendo di esserci, dal fronte della cucina a quello dell’assedio.
Ci siamo sostenute nei momenti di difficoltà, di paura, ci siamo divertite praticando il tempo liberato della lotta. Abbiamo acquisito fiducia in noi e nelle nostre forze. Protagoniste, non vittime.
E’ per questo che continuiamo ad andare in Clarea costruendo giorno dopo giorno quella che sarà la “madre di tutte le giornate” quando le reti andranno giù, le guardie si ritireranno e noi potremo abbracciare la baita e ballare la danza della libertà intorno ad essa.

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Femministe a parole: grovigli da districare

8marzoL’Altramartedì –  Maurice glbtq, Via Stampatori, 10 – Torino

Venerdì 8 marzo 2013 – ore 19:00

Apericena e Presentazione di Femministe a parole: grovigli da districare con le curatrici/autrici Vincenza Perilli ed Elisabetta Pesole
Per le femministe di oggi prendere la parola sul mondo è diventato sempre più complicato. Che dire del velo, delle veline, delle modificazioni genitali e della chirurgia estetica? Della famiglia, del sex work, del postporno? Di Dio, della poligamia, del welfare, della globalizzazione, del razzismo, del queer? E che significato assumono ora parole chiave della tradizione femminista come sesso, genere, differenza, autodeterminazione e riproduzione?
Intorno a questi grovigli nasce un dizionario ragionato, frutto del confronto tra femministe con esperienze e percorsi diversi, con lo scopo di aiutare a chiarirsi le idee e riattivare la capacità di convivere con le contraddizioni, caratteristica del pensiero delle donne.
 Apericena di autofinanziamento a 5 euro 
Aperto a tutte e tutti

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Fare le italiane

COPERTINA DOSSIER DAX MEDEA copy10 ANNI CON TE * 10 ANNI SENZA DI TE

Alcune di noi hanno avuto la fortuna di conoscere e incontrare Dax in un’iniziativa organizzata nel 2002, contro il convegno nazionale del Movimento per la vita, dal Collettivo femminista Rossefuoco e dal Csoa Askatasuna di Torino insieme a singole e collettivi di compagne provenienti da tutta Italia. Era stata per noi una giornata importante. Il sostegno e la partecipazione di tanti/e compagni e compagne venuti/e da fuori, era stato per noi torinesi un segnale di complicità e di solidarietà molto forte.

“Il femminismo non è nient’altro che del chiaro e preciso antifascismo.”

In occasione del decennale della sua morte, abbiamo deciso di provare a dare il nostro contributo, offrendo una prospettiva femminista ad una pratica – quella antifascista – che Dax portava nel cuore e in ogni suo gesto quotidiano.

Questo dossier è dedicato a lui.


Le compagne del Collettivo Femminista MeDeA.

Il dossier è scaricabile cliccando qui: fare le italiane_coll femm medea

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Presentazione di Digitalis Purpurea a Milano

CALUSCA_12.2.13

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Prego, entrate pure!

movimento-vitaAggiornamento sullo stato di attuazione della delibera Ferrero, che autorizza l’ingresso del Movimento per la Vita nei consultori del territorio piemontese.

Dopo alcuni mesi di sostanziale stallo, il 24 gennaio scorso viene diffuso un comunicato segnato da un tono di estrema preoccupazione, a firma delle consigliere regionali di opposizione: siamo in piena campagna elettorale e in una delle due Asl di Torino viene dato il via libera, con delibera ad hoc, alla redazione dell’elenco delle associazioni che potranno, appunto, operare all’ interno dei consultori pubblici.

La domanda che, inevitabilmente, ci siamo poste è: perché tanta preoccupazione, perché scandalizzarsi ora?!

L’Asl Torino1 ha semplicemente posto in opera i decreti regionali, e relative modifiche, contro cui il movimento delle donne di Torino, Donne di Torino per l’autodeterminazione, tra il 2010 e il 2011 si era attivato pur con estrema difficoltà per quanto riguardava informazioni, sostegno, appoggio da parte delle donne presenti all ’interno delle istituzioni – a parte quell’ eccezione che di solito si definisce più unica che rara – nonostante le sollecitazioni e le richieste alla costituzione di un fronte comune, collettivo e chiaro di mobilitazione e lotta.

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Non ci mancherà!

Cartoline dal pontificato di Benedetto XVI

papaAprile 2009, viaggio in Angola e Camerun: mentre i missionari salesiani distribuiscono oltre 800 preservativi al giorno, oltre ad offrire la possibilità di fare il test in modo assolutamente gratuito, papa Ratzinger, in occasione di un incontro con i giornalisti afferma che la distribuzione dei preservativi non risolve i problemi legati all’Aids e anzi li aggrava, e indica come unica strada efficace una sessualità rinnovata dal punto di vista spirituale e umano… quando pronuncia queste frasi Benedetto XVI forse dimentica che in Angola, secondo il rapporto Onu sulla diffusione dell’Aids nel continente africano, dati disponibili ed elaborati nel 2003, gli adulti positivi all’infezione raggiungevano la percentuale del 3,9% della popolazione, in Camerun si arrivava  al 6,9%… ma c’è di più… in occasione del medesimo viaggio pastorale Ratzinger liquida come stregoneria, spiritismo e tribalismi tutto l’enorme patrimonio culturale sociale e rituale africano, arrivando addirittura a parlare di sacrifici umani, dimentico, di nuovo, di quanto la stessa penetrazione dell’evangelizzazione cristiana sia stata condizionata dalla capacità, e possibilità, proprio di avvicinare e  interpretare e accogliere quegli antichi e radicati culti popolari… per finire, ancora in Africa, Ratzinger introduce il concetto di aborto indiretto, espressione tanto ipocrita quanto incomprensibile che sta in realtà ad indicare l’aborto terapeutico, verso il quale la Chiesa, obtorto collo, non può che praticare una cauta e limitata apertura a un mese dalla clamorosa scomunica dei medici che in Brasile avevano fatto abortire una bambina di nove anni stuprata dal patrigno e incinta di due gemelli, definendo una “scorciatoia” l’interruzione di gravidanza…

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Difendiamoci dai difensori!

Ne avevamo parlato in questo post qualche settimana fa. Qui sotto l’appuntamento e il comunicato del Fronte di liberazione femminista e lesbico

bologna-manifesto-15feb2013

Bologna – venerdì 15 febbraio h.18, piazza san francesco

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Alba tragica

cop grecia 5 partenone tempestaAbbiamo ricevuto una mail dalla nostra amica, e compagna, che vive in Grecia con la famiglia, ne pubblichiamo alcuni passaggi.

 … le mobilitazioni continuano, intere categorie di lavoratori hanno fatto scioperi di giorni, al porto, negli ospedali, nelle scuole… e tutti e tutte mettiamo in campo forme di resistenza personali, autonome, quotidiane, sottolineo forme di resistenza e non di sopravvivenza, credetemi, siamo ben oltre… per esempio, molte donne non lavorano più o si sono viste ridurre l’orario di lavoro e allora ci si ritrova, e mentre i figli giocano, noi parliamo e discutiamo e ognuna racconta il suo pezzetto di crisi e come è cambiata tutta la nostra vita e per la maggior parte di noi questo dialogo tra donne è un’assoluta novità… quello di cui si parla di più è la crescente presenza di Alba Dorata nei quartieri e la preoccupazione, per non dire la paura, è tanta… l’altro giorno distribuivano ai ragazzini frutta, una merendina e una bibita ma di solito offrono assistenza e aiuto concreti per i malati, gli anziani: si presentano bene, ci sono spesso militanti donne, ti invitano nelle loro sedi, ti propongono di collaborare alla raccolta dei medicinali o dei quaderni per la scuola, ti chiedono se hai del tempo da spendere per fare qualche commissione per le persone anziane o i disabili.

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Posted in anticapitalismo, autodeterminazione, crisi/debito, storie di donne.

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