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Un Posto al Sole per il Governo Monti!

Fiction di Rai 3 in onda dal lunedì al venerdì nella fascia denominata Access Prime Time, molto difficile ma importantissima per il palinsesto televisivo e, naturalmente, per la raccolta pubblicitaria, Un Posto al Sole ci ha abituati sin dal 1996, anno della messa in onda della prima puntata, alla singolare mescolanza tra gli elementi tipici delle soap, amori gelosie tradimenti figli segreti eredità contese passioni ostacolate…e i cosiddetti “temi sociali”, di solito apparecchiati in salsa PD/buonista con una buona dose di radical chic borghese: in quindici anni i circa 2 milioni di spettatori che seguono con partecipazione la trama (e chi scrive ne fa parte!) e le vicende dei vari personaggi hanno accompagnato gli sceneggiatori  tra camorra e alcolismo, rifiuti tossici e violenza contro le donne, adozione a distanza e tossicodipendenza, omosessualità e gioco d’azzardo…
Ebbene, ieri sera, puntata numero 3403, è spuntata persino la manovra del Governo Monti, senza grafici complicati e lezioni di tipo universitario, ma con lo stesso obiettivo: mandarla giù. Come una medicina, schifosa ma necessaria. O come l’ombrello di Altan.


Ornella, dottoressa, e Raffaele, custode di Palazzo Palladini, marito e moglie, stanno controllando on-line la situazione economica della famiglia per verificare se siano o no in grado di aiutare finanziariamente la figlia di lei, Viola, che è in procinto di comprar casa con il suo compagno, Simone.
Raffaele chiede a Ornella se anche lei abbia intenzione di varare una manovra lacrime e sangue, dato che hanno deciso di impegnarsi per ben 80mila euro per sostenere Viola e Simone e a questo punto, una battuta via l’altra, i due riflettono sulla necessità di far sacrifici comuni quando la posta in gioco è importante davvero e si dichiarano d’accordo nel non definirli neppure sacrifici, dato che si tratta di uno sforzo affrontato con gioia e con il sorriso per il futuro dei propri figli.
E quindi qualche cena fuori in meno, le vacanze a Napoli, città in cui la fiction è ambientata, invece che in viaggio…insomma, tagliare un po’ le spese per un bene superiore, vitale.

Capito?
A parte la finzione televisiva, che già fa digrignare i denti, dato che la stragrande maggioranza degli italiani e delle italiane, cui il messaggio è evidentemente rivolto, non solo non vive in uno dei posti più belli del mondo né si può permettere un “aiutino” ai figli di ben 80.000 euro per comprar casa, e i sacrifici che affronta hanno un peso ben diverso dalla rinuncia al viaggio ad agosto o alla pizza il sabato sera, peraltro un miraggio per molti e per molte ormai da anni; quello che amaramente vien da considerare è il significato, politico culturale e sociale, di un’operazione di tale portata: questa è la televisione degli anni ‘50, è la voce del padrone, è lo Stato che educa, ammonisce, permea.
È televisione di Governo, e di governo.
Santi, preti, suore, poliziotti e carabinieri, medici e infermiere, insomma tutto l’apparato in divisa che controlla e addestra e che già imperversa a tutte le ore in tv ieri sera ha guadagnato un nuovo posto al sole.

Buona visione, stasera, della puntata 3404 e seguenti….E attenzione, forse è su Rai Tre per bocca di  Raffaele, Guido, Silvia e Otello che sapremo se ci sarà una seconda manovra o quali sono le misure per la crescita o se verrà cancellato l’articolo 18.

Posted in anticapitalismo, crisi/debito, pensatoio, precarietà, recensioni.


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