Skip to content


Le donne lo sanno.

Oggi dalle 18 in poi parteciperemo al presidio in Piazza Castello a Torino contro la poposta di legge 160. Invitiamo tutte e tutti a prendere parte alle iniziative di mobilitazione. Qui di seguito il nostro contributo.

Lo Stato Sociale in Italia lo sostengono le donne.

Ogni donna che lavori in casa e fuori si trova, ogni giorno, a fare i conti con un doppio carico di fatica, un doppio carico di stress, un doppio sfruttamento che toglie tempo per se stesse, diminuisce gli spazi di libertà a disposizione, spesso mette seriamente a rischio anche la salute.

In famiglia, le classiche “ faccende domestiche” e di cura di bambini, malati, anziani e disabili, costituiscono un onere, e una responsabilità, che grava per il 76%, appunto, esclusivamente sulle spalle delle donne; sul posto di lavoro, a parità di mansioni e qualifiche, quando un lavoro c’è!, le donne guadagnano circa il 20 %  in meno degli uomini, e sono inoltre continuamente svalutate, economicamente e professionalmente, sfruttate, più di una su cinque ricopre ruoli inferiori al proprio titolo di studi, ed espulse, tant’è che solo 4 donne su dieci riescono a riprendere il lavoro dopo essere diventate madri.

Le donne lo sanno. Sanno che quando si parla di flessibilità del mercato del lavoro, di crisi finanziaria internazionale, di tagli alla spesa pubblica e ai servizi – scuola, sanità, assistenza, educazione – le prime a pagare saranno loro e non perché, semplicemente, precarie, disoccupate o sottoccupate, giovani o anziane, studentesse o lavoratrici, ma solo in quanto donne.

Le donne lo sanno. Sanno che conciliare i tempi di vita, della famiglia e del lavoro richiederebbe politiche e risorse ben diverse, servizi gratuiti e accessibili, sostegno reale alla maternità, interventi seri e adeguati per anziani, disabili, malati… ma sanno anche che persino tutto questo, che peraltro in Italia è un miraggio!, può tradursi, per loro, in una trappola, costringendole sempre allo stesso tradizionale ruolo di cura e attenzione.

Le donne lo sanno. Sanno che non si tratta di una questione esclusivamente economica, anche se è ormai chiaro quali giganteschi interessi economici premano per un definitivo smantellamento di sanità, scuola, trasporti e beni pubblici a favore di una privatizzazione dei servizi con il solo feroce risultato di rendere cittadini e cittadine dei clienti, se in grado di pagare, di ospedali o università… sanno che è soprattutto un fatto culturale, sociale e politico.

Le donne sanno che in discussione è il loro diritto a scegliere.

Poter scegliere di studiare, di lavorare, di viaggiare, di sposarsi o no, di diventare madre o no, di amare un uomo o una donna, insomma, ovviamente, poter scegliere di vivere la propria esistenza in modo libero, consapevole, indipendente.

Le donne l’hanno chiamata autodeterminazione e per affermare il diritto a decidere di sé e del proprio corpo  la strada è stata lunga, non conclusa, ed è stata una strada piena di passione, di forza, anche di lotta.

Ma in Piemonte è in atto da mesi un attacco contro le donne che non ha precedenti e che si sta consumando nel silenzio dei media, tra l’ignoranza dei cittadini e delle cittadine e nella colpevole debolezza di una parte del ceto politico femminile che evidentemente non ha né la forza né volontà di opporsi.

Il 14 settembre scorso è stata presentata in Consiglio Regionale la proposta di legge 160, che ha come obiettivi la distruzione dei consultori pubblici, di fatto consegnati agli integralisti cattolici del Movimento per la Vita, la schedatura delle donne che intendono interrompere una gravidanza, trattandole o da incapaci o da criminali assassine, l’imposizione a tutti e a tutte della famiglia fondata suo matrimonio tra uomo e donna come valore superiore cui uniformarsi.

Questa non è una sorta di guerra privata tra Roberto Cota e un manipolo di femministe arrabbiate.

Qui non si tratta di difendere a oltranza i consultori o il diritto a non portare a termine una gravidanza.

… non è “solo” questo proprio perché… le donne lo sanno.

LE DONNE SANNO CHE COSA VUOL DIRE MORIRE DI ABORTO CLANDESTINO

LE DONNE SANNO CHE COSA VUOL DIRE AVERE  CONSULTORI PUBBLICI E GRATUITI NEI QUALI IL PERSONALE SIA PREPARATO E COMPENTENTE

LE DONNE SANNO CHE COSA VUOL DIRE DIVIDERSI TRA LAVORO DOMESTICO E LAVORO FUORI CASA

MA SOPRATTUTTO LE DONNE PRETENDONO RISPETTO, PER OGNI LORO SCELTA!

Posted in aborto, autodeterminazione, consultori, corpi, delibera ferrero, iniziative, LibroBiancoSacconi, pensatoio, proposta di legge consultori, resistenze.


No Responses (yet)

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.



Some HTML is OK

or, reply to this post via trackback.