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MeDeA a Caracas – Diario di bordo

1 marzo 2011

Continuano le giornate di preparazione per la conferenza. Il cosìdetto Comitè de Iniciadoras (coloro che hanno proposto e hanno dato inizio a questo percorso) è formato, oltre che da alcune compagne italiane, da una massiccia presenza di tedesche, le quali hanno promosso in parte questo grande evento, ma anche da una corposa delegazione del Medioriente, soprattutto Turchia e Kurdistan che ha scelto di portare un tavolo comune di discussione sulla loro situazione politica alquanto rilevante in questo momento storico;  e ancora, da molte donne dell’Argentina, della Colombia e dell’Ecuador e da alcune compagne del Sud Africa che abbiamo avuto modo di conoscere e che daranno il loro contributo anche rispetto al tavolo sull’ambiente. Altre donne di diversi paesi nei prossimi giorni approderanno nella grande metropoli venezuelana, in tutto saranno 40 delegazioni e si conta un’affluenza davvero corposa.

Oggi noi compagne di Medea e una compagna di Milano abbiamo esplorato un po’ la città avventurandoci su un carrito, un autobus (anche se è una parola grossa) che percorre a porte aperte e finestrini spalancati le strade dismesse della città; si ferma con un cenno della mano e ti porta dove vuoi. La nostra meta era la cosiddetta teleferica, una funicolare che ti porta fino a 2000 metri di altezza (praticamente dentro le nuvole perennemente presenti in questa città) e da lì abbiamo potuto osservare l’enormità di Caracas, la divisione netta tra povertà (baraccopoli alte non più di 4 metri di altezza e ricoperte di alluminio) e benessere (grattacieli di un centinaio di piani forse, in cui però spicca sempre, il manifesto “Indipendencia y Revoluciòn”).

Al ritorno,siamo andate con una compagna di Ana Soto al Nuevo Circo, il luogo dove inizierà e si concluderà la conferenza, una struttura enorme, un ex circo appunto, o meglio un ex arena dove si svolgeva la Corrida e che ora appartiene al pueblo; un centro sociale a tutti gli effetti, in cui si svolgono al suo interno dibattiti e assemblee, ma anche laboratori e giochi per bambini, spettacoli circensi (ovviamente senza animali), prove di gruppi musicali, concerti, ecc.

Insieme alla compagna abbiamo appeso lo striscione della Conferencia Mundial e dalla strada della Hoyada venezuelana abbiamo potuto ammirarlo.

Posted in caracas.


One Response

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  1. elisa sgobba says

    sono in attesa del prossimo report, davvero emozionante!



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