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13 febbraio: tra stupore e rabbia

Continuiamo a pubblicare i contributi che ci sono arrivati numerosi in questi giorni sulla giornata del 13 febbraio.

Care MeDee, sinceramente, ed ingenuamente forse, io sono rimasta davvero sbigottita per quello che ho trovato in piazza domenica 13 febbraio…i numeri, gli slogan, i commenti…e gli insulti alle Donne No TAV.

Ancor oggi mi stupisco che ancora ci sia chi rivendica la neutralità della manifestazione, la rivendicazione della dignità della donna (naturalmente quella che a casa aveva un gomitolo di lana, un oggetto comune a tutte le donne)…ma non sa cosa rispondere quando gli (e peggio ancora le) chiedo se ha notato i cartelloni dei PD, attaccati a decine nell’ultima settimana in città: ci sono le stesse parole d’ordine della manifestazione; se ha notato il titolo di un articolo su Repubblica del giorno successivo dove il centrosinistra ringraziava le donne per l’evento organizzato e riuscito (sottolineando una incapacità a raggiungere questo risultato se fosse venuto allo scoperto); se non ha notato che l’età media della piazza non era cosi bassa; se non ha notato l’assenza assordante delle donne straniere; se non ha notato l’ipocrisia nell’ostinato tentativo di rivendicare l’apoliticità dell’evento per gli atti privati di un uomo che interessano solo in quanto politico…

se non ha notato l’assoluta mancanza di contenuti volti a risollevare la situazione delle donne; se non ha trovato strano che quando ancora si stava ventilando l’idea della mobilitazione, ci fossero già le linee guida da seguire (e non discutere)…senza alcun segno di distinzione, senza alcun segno di riconoscimento, senza alcun elemento che potesse far pensare alle lotte reali che le donne continuano a portare avanti, nonostante tutto e tutti….e se per caso ha notato la presenza degli esponenti del PD con le rispettive compagne!

E oggi le ‘nuove femministe’, cosi com’è stato riportato dai giornali del giorno dopo, dove sono?

E oggi che cosa è cambiato per noi?

Cos’è cambiato per quelle donne che, grazie ai tagli delle ‘spese’ inutili, trovano una ginecologa due volte a settimana in consultorio…e se è straniera non trova neanche sempre una mediatrice?

Cos’è cambiato in quelle stesse trasmissioni che un attimo prima si complimentano per questo enorme successo ed un attimo dopo trasmettono uno spot pubblicitario di una donna bellissima e seminuda che sponsorizza un’automobile?

Cos’è cambiato per quelle donne che devono decidere se continuare la gravidanza o tenere un lavoro?

Cos’è cambiato per quelle donne che dovranno lavorare in catena di montaggio per 10/12 ore pur di continuare a sperare in un salario che comunque non le permetterà di arrivare a fine mese?

Cos’è cambiato per quelle donne straniere che oggi hanno la difficoltà aggiuntiva di doversi sottoporre a nuovi test per avere il punteggio necessario per il permesso di soggiorno?

Io continuo a chiederlo a chi, con fierezza rivendica la propria partecipazione al 13 febbraio, ma non trovo risposte…ed è questo che mi lascia ancor di più sconfortata, anche se credo che sulla scesa in piazza di cosi tanta gente vada comunque fatta una riflessione.

E ancora mi sto domandando cosa sono se non posso più dire di essere femminista, visto che quella del 13 è stata la rinascita delle ‘nuove femministe’…questo no!!!

Posted in 13 febbraio, comunicati/volantini, pensatoio.


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