Ascolta l’audio a commento della notizia a cura di MeDeA: Fassino il welfare e la Chiesa
A metà maggio a Torino si svolgeranno le elezioni per il consiglio comunale. La battaglia per aggiudicarsi la poltrona da sindaco ci pare più noiosa del solito. Abbiamo l’impressione di avere davanti un copione già scritto e visto innumerevoli volte. I due principali schieramenti non hanno il coraggio di affrontare di petto le questioni che riguardano il territorio, preferendo invece indugiare su vaghe promesse. Pdl e Pd non indicano chiaramente le priorità del loro programma, non specificano le intenzioni e gli obiettivi, se non buttando qua e là qualche banale e scontato proclamo. La destra al solito punta il dito contro gli immigrati brutti e cattivi, scava nelle paure della gente per far leva sulla questione sicurezza. Il centrosinistra rincorre la destra, strizza l’occhio alla Chiesa e prova a vendere l’impresentabile faccia di Fassino attraverso una serie di cartelloni elettorali in cui il candidato sindaco del Pd è furbescamente sparito e sostituito da donne e uomini sconosciuti, “normali”, comuni. Un’operazione di marketing ben studiata, perché se nessuno potrebbe rimanere affascinato dal decadente Piero e quindi puntare sul sex appeal porterebbe a sconfitta certa, e altrettanto difficilmente qualcuno potrebbe identificarsi con lui, in quei visi e in quei corpi ognuno può invece specchiarsi, rivedere se stesso, riconoscersi e dunque fidarsi.







