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Un’esperienza NoTav: intervista a Giulia Tripoti

di Geni Sardo – Coordinamento Donne Trieste

(Dalla lista nazionale Sommosse)

Nella ricerca costante di pratiche inclusive e di obiettivi condivisi il Coordinamento Donne Trieste  ha continuato negli ultimi anni a fare “politica “unitaria”. Ma questo non sempre è facile da realizzare, sia a livello locale che nazionale.

Ho sempre pensato che le molteplici diversità che da un lato arricchiscono il movimento femminista e lesbico, dall’altro rischiano di produrre un’eccessiva frammentazione ed una visione troppo settoriale delle dinamiche in atto. Si  corre il pericolo di perdere la visione d’insieme e di non individuare gli obiettivi comuni da perseguire.

Per questo sono rimasta colpita dal movimento NO TAV.

Continued…

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Nina e Marianna libere subito!

Riprendiamo da Facebook: Nella notte tra il 9 e il 10 settembre è successo ancora. Il tentativo di avvicinamento a quella recinzione posta ILLEGALMENTE per chiudere in un fortino le forze dell’ordine che dal 27 giugno stanno occupando Chiomonte è finito in una nube di lacrimogeni ed un massiccio utilizzo di idranti sui manifestanti. Tra loro due ragazze, prese durante una sporadica incursione degli agenti fuori dalle reti, una delle quali portava nello…zaino pericolosissime armi: garze, ghiaccio secco, disinfettanti. Perché Nina (che nel tempo libero presta la sua opera come volontaria nel primo soccorso) non manca mai di dare il suo prezioso aiuto ai manifestanti che vengono feriti, sempre più spesso, da lacrimogeni SPARATI AD ALTEZZA UOMO. Per questo Nina c’era anche l’altra sera e, ancora una volta, era proprio vicina al fuoco “nemico”, perché chi viene colpito da distanza ravvicinata rischia le ferite più gravi e necessita di un soccorso immediato.
Nina è stata presa in una nube di gas dei lacrimogeni, è stata portata all’interno del fortino e poi trasferita al carcere di Torino e con lei una compagna, Marianna. Stamattina sono state processate per direttissima, accusate di “resistenza aggravata” e lesioni a pubblico ufficiale, a entrambe è stata confermata la detenzione nel carcere delle Vallette. E’ importante e vitale che facciamo sentire a queste straordinarie donne la nostra vicinanza, la nostra gratitudine e tutta la nostra solidarietà.
Oggi alle ore 18 ci sarà un Presidio a TORINO in Piazza Castello, partecipiamo numerose/i!!

PER SCRIVERE LETTERE, CARTOLINE E TELEGRAMMI:

GARBERI ELENA, Casa circondariale Lorusso Cotugno, Via Pianezza 300, 10151 Torino

VALENTI MARIANNA, Casa circondariale Lorusso Cotugno, Via Pianezza 300, 10151 Torino

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Le donne maledicono gli occupanti armati e i loro mandanti!

Riceviamo da un’amica e compagna NoTav e condividiamo con voi il racconto del sabba delle streghe che si è svolto ieri notte.

Ieri sera, al calar delle tenebre, uno spicchio di luna a proteggerci, una quarantina di donne (molte altre sono rimaste bloccate al campeggio/presidio dai lacrimogeni e dal caos conseguente..), hanno inscenato un sabba delle donne contro il TAV. In fila indiana, in testa la bandiera notav, abbiamo raggiunto le recinzioni nella zona della baita clarea e le abbiamo circondate. Mani tese a fare pressione simbolica sul filo spinato, volti seri e concentrati: ognuna ha mormorato la propria maledizione o il proprio auspicio. Intenso e conturbante il vocìo delle donne si è alzato in cielo!
Dall’altra parte curiosità,  poi sgomento e inquietudine.
Cessato il mormorio, ognuna di noi ha potuto trafiggere il fantoccio simbolo del potere arrogante e dei suoi servi armati, accompagnando il gesto con parole adeguate. Il fantoccio alla fine è stato dato alle fiamme e l’alcool rimanente ha infiammato anche parte delle reti e del filo spinato.
Poi urla, risate, lamenti, balli e le espressioni variegate della fantasia e del potere delle donne: una potenza da non sottovalutare.
Un’iniziativa simbolica per sottolineare che LA VALSUSA PAURA NON NE HA , TANTOMENO LE SUE DONNE.
Siamo in grado di muoverci nei boschi del nostro territorio senza paura e con la forza che ci dà la TERRA MADRE. L’assedio durerà fino alla vittoria e le steghe torneranno a meledirli!
Viva la Valsusa resistente! Ora e sempre No Tav.

E.

Guarda il video del sabba!

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Le streghe son tornate…e la terra trema!

Ieri notte il misterioso sabba delle streghe No Tav tra i boschi e i sentieri bui di Giaglione…malefici, sortilegi, riti magici e il fuoco che cinge e oltrepassa le recinzioni innalzate dalle truppe di occupazione per presidiare la Maddalena.

Oggi una scossa di terremoto in Piemonte, che naturalmente è stata avvertita forte anche al campeggio No Tav di Chiomonte. Tanto che i carabinieri posizionati sopra la centrale sono scappati via in tutta fretta, mentre tutte le donne sono uscite dal campeggio, si sono avvicinate alle recinzioni  e hanno urlato: “siamo state noi! sono state le streghe no tav! è la montagna che non vi vuole”…che dire, troppo bello.

Sarà solo una coincidenza…?

Qui la notizia uscita sul sito dell’ANSA:

GIAGLIONE (TORINO), 24 lug – Una sorta di ‘maleficio’ contro la recinzione del cantiere della Tav e’ stato lanciato in serata da un gruppo di donne No Tav nella zona del viadotto dell’autostrada del Frejus in Val Clarea.
Le donne, in questa iniziativa che ha mescolato sarcasmo, goliardia ed esoterismo, con il calare del buio si sono avvicinate ai reticolati e, levando le mani al cielo, hanno salmodiato una cantilena sotto gli occhi della Polizia. Alcune indossavano un cappello a punta simile a quello delle streghe delle favole.

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Indigenous and Women of Color feminists sostengono la campagna BDS

dal sito FreePalestine

Dopo essere state testimoni dell’apartheid in cui vive il popolo palestinese, Indigenous and Women of Color feminists sostengono la campagna BDS.

Quello che segue è un comunicato scritto da un gruppo di 11 femministe indigene, nere, donne dalla schiavitù e donne dell’immigrazione postcoloniale da poco ritornate dalla Palestina dove si sostiene la campagna di BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) e si spiegano le motivazioni del loro viaggio in Palestina.

Giustizia per la Palestina: Una chiamata all’azione da Indigenous and Women of Color feminists[1]

Continued…

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Genova-Chiomonte solo andata

Tutto correva in quei giorni, sembrava che il mondo stesse per cadere, fuochi in tutto il mondo, la battaglia di Seattle. Un crescendo verso Praga, Nizza, Napoli. Le piazze si erano riempite di nuove immagini e persone.

Uscivo per la prima volta dalle porte del mio piccolo collettivo di facoltà. E mi ritrovavo in un labirinto di persone, idee e sogni. Non li capivo tutti, non capivo le regole per muoversi in quel popolo variegato. Avevo capito che lì dentro dovevi trovarti un tuo posto. Ce n’era per tutti come dimostrava il video dell’assalto al cielo di Praga. Conoscevo i posti occupati della mia città, ci avevo passato tante serate. Li sentivo vicini, ma non avevo idea di dove si collocassero. Stavano tutti dalla stessa parte?

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Delibera Ferrero…bocciata!

Attendevamo dall’8 giugno scorso, data dell’udienza del TAR Piemonte in merito al ricorso presentato contro la Delibera Ferrero dalla Casa delle Donne di Torino e dall’associazione Activa Donna, udienza accompagnata da un presidio organizzato da tutti i gruppi, i collettivi e le donne che si erano mobilitate, a partire dall’autunno 2010 contro quest’ennesimo attacco al diritto all’autodeterminazione di sé, del proprio corpo e delle proprie scelte…attendevamo scandendo i giorni, al massimo quarantacinque, entro i quali il Tar si sarebbe dovuto pronunciare, contandoli e temendo che, come spesso accade, la sentenza arrivasse nel mese di agosto, sicuramente periodo non facile per organizzarsi, trovarsi, immaginare ulteriori mobilitazioni. Attendevamo e finalmente, venerdì 15 luglio, nel pomeriggio, è arrivata la notizia: il ricorso è stato accolto e la sentenza ha annullato il Protocollo della Giunta della Regione Piemonte proprio nella parte in cui prevede che a stipulare apposite convenzioni con le ASL per ottenere il via libera all’ingresso nei consultori pubblici, nell’ambito del percorso sanitario di interruzione volontaria di gravidanza, fossero unicamente le associazioni che nello statuto costitutivo recassero il requisito della difesa della vita sin dal concepimento.

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Papilloma virus tra disinformazione e marketing

Un affare da 100 milioni di euro. Una multinazionale della salute alla ricerca di profitto sicuro in tempo di crisi. Trecentomila bambine solo in Italia usate come cavie con la complicità di un ex ministro donna, Livia Turco. Un allarmismo del tutto ingiustificato e alimentato ad arte agendo sulla paura della malattia e sul senso di colpa delle famiglie… questi sono gli elementi che fanno da sfondo alla vicenda del cosiddetto vaccino “contro” il Papilloma virus, accusato di essere produttore di cancro al collo dell’utero, a trasmissione sessuale.

Tra disinformazione consapevole e opportune azioni di marketing, è dal 2005 che a livello politico ed economico si sta giocando una vera e propria partita del terrore per promuovere vaccinazioni di massa nonostante le grandi perplessità, i dubbi e le preoccupazioni del mondo scientifico e delle donne, che hanno cominciato ad organizzarsi e soprattutto ad auto e contro informarsi per fermare quest’ennesima rapina sui propri corpi e su quelli delle proprie figlie, con l’obiettivo di smascherarne non solo gli interessi materiali ma soprattutto i rischi per la propria salute.

In questa direzione il prezioso lavoro svolto dalle Compagne della Consultoria Autogestita di Milano ci consente di pubblicare qui l’ audio della seconda parte dell’approfondimento realizzato da Medea e dedicato appunto alla vicenda della vaccinazione “contro” il Papilloma virus, andata oggi in onda dai microfoni di Radio Black Out.

Ascolta l’audio dell’approfondimento

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Voglio una mascherina antigas!

”Cosa ti regalo per il compleanno?” ”Una mascherina  antigas!!” Così mi ha risposto una mia giovane amica che a giorni compie sedici anni. Non era una battuta: un sorriso disarmante e due occhi intensamente seri trasmettevano una determinazione che di ironico non aveva proprio nulla. Gliela comprerò. Dopo averci pensato parecchio. Dopo aver sviluppato ulteriore rabbia per quello che ci stanno facendo. Perchè ci inducono all’odio e non tutte/i assumono questo odio come un qualcosa di conseguente ad un torto subìto. Molte tra le mie amiche lo patiscono, se ne dispiacciono, ma stanno imparando a conviverci!Io li odio da tempo e oggi, a tredici anni dalla morte per mano inquirente e poliziesca della mia amica Soledad, il mio odio è solo cresciuto!

Pagheranno mai abbastanza per questo?

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Medicina e Capitale: controllo e business sui corpi delle donne

L’allenza tra medicina e capitale ha ormai scritto sul corpo delle donne i nuovi paradigmi di controllo sociale e di appetibile business economico, complici governi e media, impegnati a costruire ad arte pandemie e allarmismi del tutto ingiustificati, al solo scopo di arricchire multinazionali della salute a loro volta complici economici delle politiche di potere… la vicenda della vaccinazione contro il Papilloma virus ne è esempio emblematico. Grazie al prezioso lavoro svolto dalle compagne della Consultoria Autogestita di Milano, i nodi, gli elementi critici e gli attori di questo ennessimo bluff vengono finalmente svelati: vi presentiamo la prima parte dell’approfondimento realizzato da Medea attraverso i microfoni di Radio Black Out e basato proprio sui dati emersi in occasione dell’incontro organizzato a Milano il 25 giugno scorso dal titolo “Specul(um)azioni. La medicalizzazione del corpo delle donne“.

Ascolta l’audio.

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