Skip to content


NoTav Terzo Valico: il 6 ottobre in marcia da Serravalle ad Arquata

clicca sull’immagine per leggere il testo del volantino…

Posted in anticapitalismo, autodeterminazione, comunicati/volantini, iniziative, no tav.


Dipendenze diffuse

Una riflessione tratta dalla mailing list di MeDeA.

Transitando dal particolare al generale, sono schiantata dalla quantità e qualità del disagio umano, relazionale, affettivo e sessuale palpabile in questo scorcio di secolo, davvero. Sono sempre convinta che, al di là dei casi individuali, e della congerie di fatti biografici che li ha posti in essere, la matrice del disagio sia di carattere sociale, e, infine, profondamente, politica.
C’è qualcosa in comune, qualcosa che tiene insieme le dipendenze affettive – che forse o anzi, sicuramente sono oggi molto più numerose e consistenti, microdiffuse, di altre dipendenze, la precarietà sociale e valoriale, le trasformazioni del capitalismo finanziario. Una sorta di fantasmagoria, una declinazione paranoide e ossessiva, all’ennesima potenza delle dinamiche sottilmente criticate da Marx sotto il nome di feticismo, e segnatamente di “feticismo della merce”. La trasformazione del feticcio – che ha ancora ancoraggi alla dimensione materiale – in fantasma, fantasma dell’essere, del lavoro, disperso e polverizzato nei contratti, aleatori, e dalla sua ricerca,  ormai mera rappresentazione, acting out, parola da spendersi nelle agenzie interinali alla ricerca di un reclutamento, ridotto a formule pseudo-psicologiche studiate su manuali di recruiting e HR. Gente che scrive ad altra gente, secondo formule, ed entra nella dimensione di un’attesa in indefinitum, senza risposte.

Continued…

Posted in anticapitalismo, antipsichiatria, crisi/debito, pensatoio, personale/politico, precarietà.


Chiedere conto delle vite a chi decide di non farle contare

Riceviamo e pubblichiamo

Più di 80 persone disperse. E’ questo il racconto che ci arriva dai sopravvissuti dell’ultimo naufragio sulle coste di Lampedusa avvenuto nella notte di giovedì 6 settembre. E mentre l’Italia metteva in scena la macchina dei soccorsi, ormai rodata in anni di abitudine, in Tunisia stava accadendo qualcosa di nuovo. Dapprima in rete e poi da ieri, lunedì 10 settembre, una protesta a Tunisi davanti al Ministero degli esteri, una manifestazione in serata, un’altra manifestazione a Sfax, uno sciopero generale a El Fahs, nel governatorato di Zaghouan, luogo di provenienza di alcuni dei dispersi e la collera dei genitori e dei parenti, hanno fatto muovere il governo tunisino, accusato nei primi giorni non solo di immobilismo ma addirittura di indifferenza per aver partecipato alla celebrazione di un matrimonio collettivo anziché proclamare il lutto nazionale. Attualmente, una delegazione con a capo il segretario all’immigrazione Jaziri si trova sull’isola di Lampedusa, da cui, per la prima volta, anche questa un’assoluta novità, giungono parole di lutto non trattenute da frasi di circostanza dalla neo-eletta sindaca dell’isola, Giusi Nicolini, che si spinge a suggerire quanto “sia assurdo farli arrivare in questo modo”. Un’allusione, seppur velata, alle responsabilità.

Continued…

Posted in comunicati/volantini, iniziative, migranti, no cie, resistenze.


Torna a settembre…

…un mese come gli altri, che si apre come si era aperto agosto, e prima luglio e poi giugno e via così…con un femminicidio…e in attesa di un decreto che imponga agli italiani bambini cattivi di non ammazzare le donne, dopo aver già pensato alle cicche per terra, ai videopoker, alle bibite gassate e al vino…pure MeDea torna a settembre, dopo esser stata un po’ in giro, e vi racconta di donne che lottano, che non si arrendono, donne con le quali abbiamo incrociato strada, parole…un ciao…lo facciamo anche nel nome di Laila e di Sveva: non pietà ma rispetto, non lacrime, ma rabbia…

Patience è arrivata in Italia proprio come immaginiamo. Patience fa le treccine, vende i pareo, tutto il giorno cammina avanti e indietro spiaggia dopo spiaggia, sotto il sole. Patience lascia i tre figli in un giardinetto vicino al municipio con una bottiglia d’acqua, un cellulare e pochi euro, Patience ogni mattina ripete alla più grande, tredici anni, di non mollare un istante i fratellini. Patience dice che l’Italia è uno schifo, che per gli italiani se sei nera sei una puttana, che lei ha preso tante botte e le ha tutte restituite, che l’unico schiaffo che ha dato a sua figlia è stato quando l’ha vista togliere il fratello dall’altalena per far salire una bambina bianca e mettersi a spingerla… dice proprio così,  bianca… ma anche MeDea è bianca!…”Se ci diamo un bacio sei un po’ nera pure tu!” Dice,  e ride…

Cinzia ha capito in fretta che casa sua è casa sua, sta in una via di una città italiana, e non è la Cina.Ha capito che doveva imparare la lingua, andare a scuola, alzare lo sguardo e farsi un’indipendenza. Tutto il santo giorno seduta su una seggiolina di plastica rossa fuori dalla porta d’ingresso del negozio dei genitori, come sua zia, ore e ore al telefono, matrimonio combinato, aprire un altro negozio o un ristorante, l’orizzonte che si chiude tra Cina che non è e Italia di cui non si vuol sapere nulla, no… per lei no. Cinzia detesta la professoressa perché ripete sempre che i cinesi sono portati per la matematica, Cinzia non aspira affatto ad assomigliare alle ragazze italiane ma è felice di conoscere MeDea perché pur non essendo affatto portata per la matematica è una maghetta del computer e ha promesso che scriverà per il blog, così farà esercizio! … magari ci racconterà che cosa vuol dire avere sedici anni ed essersi scelta un altro nome.

Germana quando vede gli operai in televisione, quelli che la fabbrica sta per chiudere, le vecchiette con poche centinaia di euro di pensione, i ragazzi e le ragazze senza lavoro, sta male, male fisicamente, e si arrabbia con se stessa perché si sente debole e la debolezza è un’arma in più che dai al nemico…Germana racconta che lei il lavoro l’ha perso tanto tempo fa e non l’ha più cercato, è tornata dalla madre col figlio che andava in prima elementare, si arrangia come può ma ha scritto un libro…Germana ha scritto un libro che vende in giro, lo propone timidamente, cerca di spiegare, soprattutto a chi vede con un giornale o un libro in mano, che sono racconti, racconti per bambini, storie un po’ paurose scritte proprio da lei!, e ora che non c’è scuola precisa che si porta il figlio dietro per non lasciarlo solo con la madre anziana che chissà che combina, il ragazzino ha l’aria scocciatissima ma le ha dato l’idea per la copertina, una specie di mostro nero contro un paesaggio lunare…Germana dice che quando pensa alla crisi pensa al mostro del suo libro e che se ci mettesse i suoi racconti Monti al posto dei dossier sulla crescita, il fisco, l’euro e compagnia bella, sarebbe la stessa identica cosa… Germana sta zitta un attimo e poi si corregge: no, non la stessa cosa…lei scrive molto ma molto meglio!

 … come promesso… sul blog!… per un autunno ostinato, indomabile, ribelle… come noi.

MeDeA

Posted in autodeterminazione, crisi/debito, personale/politico, storie di donne.

Tagged with , , .


La bomba sociale di Mirafiori

Abbiamo ricevuto questo contributo e abbiamo deciso di pubblicarlo perchè riteniamo punti l’attenzione su una questione tanto importante quanto urgente, questione di cui si parla molto poco e che rischia di cadere come una bomba sulla nostra città senza che nessuno faccia nulla per fermarla…

Qualche sera fa quasi per caso sono finita al Cinema Centrale a vedere un documentario di Jacopo Chessa sul referendum di Mirafiori del 2010 dal titolo “L’Accordo”. Lì ho incontrato un amico, compagno operaio della carrozzeria Fiat Mirafiori,  nonchè Rsu Fiom.

Mi ha raccontato l’attuale situazione in Fiat. Dopo aver passato un anno a 800€ in cassa integrazione, lavorando 3 giorni al mese, a luglio sono stati richiamati a lavorare per tutto il mese per ultimare le ordinazioni della Musa oramai non più prodotta.

Inizialmente era garantito il mese pieno ma venerdì scorso, mentre erano in linea, è arrivata la notizia che quello sarebbe stato l’ultimo giorno di produzione e che la ripresa tanto promessa di settembre non ci sarà perchè il ‘mercato’ non permette di garantire la nuova produzione. Cassa a zero ore, quindi,  per 2600 operai/e  su poco più di 5000 delle carrozzerie (probabilmente faranno fuori i ‘meno graditi’), con un salario di circa 800€ ma anche con la sicurezza che questi non saranno chiamati a lavorare nel caso in cui qualcosa dovesse cambiare e si dovesse riprendere la produzione. Cassa a 0 ore, quindi, da luglio 2012 sino al 31/12/2013 (ricordiamo che dal primo gennaio 2014 infatti sarà a pieno regime la riforma del lavoro Fornero!).

La cosa sconcertante che mi raccontava è che se fosse successa la stessa cosa anche solo  un anno fa, gli operai e le operaie avrebbero cercato di reagire, come minimo uno sciopero con corteo interno. Invece la notizia è passata senza colpo ferire, andando a colpire gli animi già depressi e feriti degli e delle operai/e.

Continued…

Posted in anticapitalismo, crisi/debito, pensatoio, precarietà, resistenze.

Tagged with , , .


Genova per me

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Non ho dimenticato la ragazza stesa sugli scogli coperta da un asciugamano, con le gambe e le braccia che si muovevano a scatti…

Non ho dimenticato la tenda in cui chi voleva poteva partecipare ad una sorta di staffetta di preghiera contro il G8, completamente devastata…

Non ho dimenticato le macchie scure di sangue sul lungomare…

Non ho dimenticato i genovesi che aprivano i portoni delle case e offrivano acqua da bere e rifugio…

Non ho dimenticato le signore sedute per terra con le mani alzate e i capelli bianchi e la testa aperta dalle manganellate…

Continued…

Posted in anticapitalismo, crisi/debito, g8genova2001.

Tagged with , , .


Straziate, ma consenzienti

Con il labbro strappato via a morsi, ma è colpa della droga che arriva dagli Stati Uniti e che ti trasforma in un cannibale…Naturalmente il labbro massacrato appartiene ad una giovane donna e il cannibale è il suo compagno…un appartamento a Genova, botte e zombie…
Buttata in mezzo alla strada, in un lago di sangue, nei pressi di una stazione, ma è a causa dell’alcool…Naturalmente consenziente a un rapporto sessuale all’aperto, tra le macchine, la giovane turista australiana proprio una serata così sperava di trascorrere a Roma…
Sopravvissuta grazie alle temperature polari e all’abbraccio della neve aquilana…naturalmente è così che qualsiasi studentessa sogna di concludere una giornata sui libri…con un ginecologo dal volto terreo che non ha il coraggio di dire esplicitamente davanti ai microfoni quello che abbiamo capito tutte benissimo e che non ripeteremo…

Continued…

Posted in corpi, femminicidi, pensatoio, resistenze, sessismo, storie di donne, violenza di genere.


Cantami o diva…

Riceviamo da un’amica e volentieri pubblichiamo

Care compagne,
sono nata in Germania, figlia di un italiano e di una tedesca, vivo ad Atene con mio marito, greco, e le mie figlie. Fino a qualche anno fa ci guardavano tutti come dei pazzi o degli incoscienti, se non proprio, come ebbe a dire mio padre, degli emeriti imbecilli, dato che avevamo scelto di stabilirci in Grecia invece di approfittare dei vantaggi, innegabili, della ricchissima Monaco.
Oggi guardano mio marito come un eroe omerico e io mi sento trafiggere dalle stesse occhiate che, sono sicura, puntavano dritto al cuore dei cittadini americani d’origine asiatica durante la seconda guerra mondiale…ho vissuto un unico momento di gloria, esclusivamente per la mia metà italiana, solo pochi giorni fa, quando l’Italia ha sconfitto e buttato fuori dagli Europei la Germania: qui non c’è alcun bisogno di penne epiche per tracciare parallelismi tra calcio e politica economica!

Continued…

Posted in anticapitalismo, crisi/debito, pensatoio.


Un piccolo popolo

E’ un piccolo popolo ma combatte senza spade né pallottole
per il pane di tutta la gente la luce e il canto
Sotto la lingua trattiene i lamenti e gli evviva
e come si mette a cantarli si fendono le pietre
Yiannis Ritsos

Katerina Tsapopoulou, avvocata greca che fa parte della rete per il supporto dei migranti e dei rifugiati,  intervistata in occasione dell’assemblea pubblica del 17 giugno scorso organizzata a Roma dalle compagne di  Lucha y Siesta,  Action_a e Infosex_Esc dal titolo “Crisi, Politica, Desiderio, la pratica delle relazioni come paradigma dello spazio costituente” cui abbiamo partecipato nell’ambito della II edizione del DinamoFest, non ha esitato nel definire la situazione economica e sociale greca come vera e propria crisi umanitaria e con forza ha invitato tutte a far circolare quanto più possibile notizie e informazioni vere sul suo paese, le sue lotte, il suo popolo non domo.
Raccogliamo la sollecitazione di Katerina Tsapopoulou e pubblichiamo un appello dei gruppi femministi greci che abbiamo tradotto per il blog e che, raccontando dell’intollerabile campagna scatenata inizialmente contro i migranti e le migranti e poi sfociata in una vera e propria caccia alle streghe, individuate nelle prostitute sieropositive e/o tossicodipendenti, mostra con estrema chiarezza e lucidità quali siano i meccanismi di controllo e di espropriazione di sé e del proprio corpo messi in atto dal finanzcapitalismo.
C’è sempre un rogo a nascondere un saccheggio.

APPELLO DELLE FEMMINISTE GRECHE: PROSTITUZIONE E SIEROPOSITIVA’, IL GOVERNO GRECO ARRESTA E IMPRIGIONA LE DONNE PER PROTEGGERE GLI UOMINI.
Il governo greco sta procedendo in questi giorni in un’azione barbara che non ha precedenti: invocando il rischio che clienti di prostitute possano contrarre l’HIV da donne sieropositive e tossicomani, tra le quali alcune si prostituiscono occasionalmente e altre in modo regolare, ha ufficialmente permesso al Procuratore della Repubblica di autorizzare la pubblicazione delle loro foto, dei loro nomi e dei loro indirizzi di residenza.

Continued…

Posted in anticapitalismo, comunicati/volantini, crisi/debito, femminicidi, resistenze, storie di donne.


Apericena benefit MeDeA

Posted in iniziative.