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Intervento su welfare, sanità e servizi

Con la scusa della crisi da anni tagliano servizi e sanità. Le ricette con le quali dicono di voler combattere questa crisi hanno un peso drammatico sulle nostre esistenze. I tagli dei servizi sociali e dell’occupazione nel settore pubblico significano lavoro di cura e di assistenza scaricato sulle donne,welfare domestico gratuito e garantito all’infinito. O, per chi se lo può permettere, lavoro sottopagato scaricato su altre donne, nella maggioranza migrati.

I tagli con cui ci colpiscono non sono miglioramenti dei servizi offerti,né tanto meno,analizzano e danno una risposta coerente ai bisogni di cura delle popolazioni. NO questi tagli rispondono solo alla logica del mercato e del profitto, aumentano la spesa individuale e il ricorso alle strutture private.

In Italia ci sono 776 mila badanti (e in questa cifra mancano sicuramente tutte le lavoratrici in nero) contro 646 mila dipendenti da ASL ed ospedali ( Bocconi 2013). In Piemonte tra il 2010 e il 2011 la spesa sanitaria pubblica è diminuita per i servizi erogati direttamente dalle ASL , mentre è aumentata quella per le prestazioni esterne, cioè quella parte di soldi che la sanità pubblica indirizza verso le strutture private convenzionate o accreditate.

Grazie a questi tagli i ticket sono aumentati del 40%. Grazie ai continui tagli del personale le liste d’attesa si sono allungate a dismisura e sono u invito a ricorrere al privato. Ormai il 55% degli utenti paga le proprie analisi e visite specialistiche.  

In questo modo i politici di ogni parte hanno avviato un inesorabile passaggio alla sanità privata, a tutto vantaggio degli imprenditori e dei capitali investiti nel settore.

Spesa sanitaria complessiva abnorme perché la logica del profitto e del guadagno domina anche il delicato settore della salute pubblica, ha interesse a spingere la “domanda” di cure a tutti i livelli, vendendo l’illusione dell’eterna felicità : pensiamo ad es al business dei vaccini, o al grande affare della procreazione medicalmente assistita ennesima espropriazione sul e del corpo delle donne, in cui siamo contemporaneamente vittime e carnefici…

La stessa gravidanza è stata fatta diventare una malattia con la prescrizione di numerosissimi esami, per lo più inutili, e la somministrazione di pillole e pillolette, la cui efficacia è dubbia, se non assente

Vogliamo sciogliere il groviglio di contraddizioni in cui ci imbattiamo se parliamo di sanità e salute?

Vogliamo parlare di sprechi e razionalizzazioni non in modo strumentale come fanno banchieri, finanzieri e managers?

Dovremo muoverci sempre e comunque nell’orizzonte di una economia di mercato che guarda all’assistenza e alla cura come terreno di caccia per nuovi profitti,

Che in risposta alle lotte delle donne per un rifiuto del lavoro domestico non riconosciuto come sfruttamento, ne propone la delega ad altre donne sottopagate ?

Diciamocelo chiaro : dobbiamo batterci contro questa società medicalizzata che produce (o inventa) patologie sempre nuove e ci gonfia di farmaci, una società in cui la medicina è ormai compiutamente medicina del capitale , medicina che è fonte di profitti e agente di controllo sociale, capace di trasformare qualunque disagio o dissenso in malattia con relativo farmaco (e guadagno) di risposta…dobbiamo riuscire ad organizzarci e usare la crisi come occasione per realizzare un sistema diverso, i cui cardini siano accesso, partecipazione e una migliore distribuzione di risorse esperienza capacità.

Posted in 8 marzo, anticapitalismo, crisi/debito, medicalizzazione, sanità pubblica.

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