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Quando si dice “femminicidio”…

dal libro ” Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale”

di Barbara Spinelli, Ed. FrancoAngeli.

Femminicidio si ha in ogni contesto storico o geografico, ogni volta che la donna subisce violenza fisica, psicologica, economica, normativa, sociale, religiosa, in famiglia o fuori, quando non può esercitare “i diritti fondamentali delluomo“, perchè donna, ovvero in ragione del suo genere.
Femminicidio è stata la caccia alle streghe, è la persecuzione delle donne lesbiche, sono le mutilazioni genitali femminili, è l’aborto selettivo in Cina, sono le vedove bruciate insieme al marito in India, le donne indù acidificate dalla famiglia del marito per la dote poco consistente. Femminicidio è in alcune contee degli Stati Uniti, e in altri Paesi dell’occidente globalizzato, la legalizzazione dello stupro del coniuge, non punibile; femminicidio è la morte delle donne costrette a praticare l’aborto clandestino perchè tale pratica è penalizzata, o perchè, come in alcune regioni italiano accade, gli obiettori di coscienza rappresentano quasi il 100% del personale e dunque l’aborto è impraticabile.

Femminicidio sono le donne che muoiono di Aids perchè il partner non le informa essere sieropositivo, sono le ragazze che si ammalano di anoressia o muoiono sotto i ferri del chirurgo per corrispondere a un modello di bellezza dominante, costruito, commerciale; è la sterilizzazione forzata. Femminicidio è la violenza domestica esercitata da padri padroni, mariti, partner fidanzati, ex, che silenzionamente uccide e fa suicidare milioni di donne nel mondo, è la morte vivente di quelle donne che subiscono abusi in famiglia e non riescono più a riprendere una vita normale. Femminicidio, in sostanza, è ogni forma di violenza o discriminazione esercitata contro la donna “in quanto donna”, come forma di esercizio di potere sulla sua psiche o sul suo corpo, volto ad annientarla perchè non è quello che l’uomo o la società vorrebbe che fosse, perchè esercita la sua libera determinazione “rompendo gli schemi”, ribellandosi al ruolo sociale di moglie, madre, figlia, amante suora, puttana che le è stato attribuito dagli uomini “a loro immagine” in una società patriarcale.

Posted in 25 novembre, femminicidi, storie di donne, violenza di genere.


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