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I giorni delle staffette…

…I giorni dell’insurrezione: 24, 25, 26 e 27 aprile 1945!

Stralci dall’edizione straordinaria del giornale “La Nuova Realtà”

È il 24 aprile sera, sul tardi si è diffusa la notizia: ordine di movimento per le formazioni partigiane. È stato come se a una macchina si fosse impresso di colpo un movimento rapidissimo. E le nostre donne hanno cominciato ad agire immediatamente con la precisione di un cronometro: già in serata il centro di staffette celeri dà le direttive di movimento. Per il mattino alle 7,30 viene fissata una riunione generale di tutte le responsabili dei servizi di movimento delle formazioni.

Il 25 aprile, alle 6,30, parte una staffetta per il Cuneese: porta l’ordine decisivo di movimento alle formazioni di Prà d’Leves. I compagni l’abbracciano: l’ora tanto attesa è giunta, in marcia per Torino questa volta! Alle 7,05 parte una staffetta per le Langhe, le disposizioni sono trasmesse con puntualità perfetta.

Alle 7,30 parte la staffetta per Ivrea e Castellamonte: quando la staffetta raggiunge Castellamonte, il paese è già in mano ai partigiani: qui un ragazzino tredicenne supplica con veemenza la madre perché lo lasci partire con gli altri, l’entusiasmo della popolazione è delirante, tutti chiedono di fare, di dare, di partecipare alla lotta. Ore 7,30 riunione generale per fissare il piano di mobilitazione e di azione del movimento.

Seguendo la settorizzazione della città, si fissa una base per settore, cui facciano capo le responsabili dei vari servizi, un centro sanitario, da cui si dirama la rete dei posti di soccorso, un centro per la distribuzione dei viveri, al quale fanno capo i vari depositi; tra il centro e i vari servizi si stabilisce un regolare servizio di staffette. Tra le basi dei vari settori viene fissato un collegamento di staffette permanente con moto circolare.

Elaborato questo schema, si stabilisce una riunione generale per le 19, a quest’ora viene confermata la presenza di ciascuna al suo posto di lavoro e il servizio di collegamento entra perfettamente in funzione.

Alle 21,30 torna la staffetta dalle Langhe, racconta che tutta Torino è in stato d’assedio, che ha dovuto attraversare i blocchi per giungere alla base. Porta un fiocco tricolore, il primo che entra apertamente in città.

26 aprile, dalle 6 il centro inizia il lavoro di controllo permanente sulle basi di settore. Parte una staffetta per Verzuolo ed esegue il mandato e rientra in sede per ripartire immediatamente per altra missione. Alle 9,30 cessa il servizio tranviario e i servizi di staffetta si mantengono perfettamente con biciclette di fortuna e a piedi. Si unifica il servizio di staffette celeri per la zona partigiana con i servizi di staffette militari per la zona cittadina. Una staffetta militare requisisce una macchina e la mette a disposizione del comando partigiano.

In città, sin dalle prime ore, si vanno delineando alcuni centri di resistenza fascista, sparatorie isolate e sporadiche continuano a verificarsi e si vanno stabilizzando attorno ad alcuni stabilimenti, i servizi di collegamento divengono per le staffette sempre più rischiosi ma nonostante questo il loro ritmo si accelera e la puntualità è perfetta.

Compagne del servizio di assistenza mettono il fermo su alcuni depositi di viveri e li pongono sotto il controllo del C.L.N. cittadino.

Una nostra staffetta si occupa del collegamento tra le formazioni G.L., il comando di Piazza e la 105° Brigata Garibaldi e, per quanto le disposizioni fossero state trasmesse inesatte, il collegamento avviene ugualmente in tempo.

I centri sanitari entrano in funzione, si provvede al ricovero di parecchi compagni feriti, i casi gravi vengono convogliati in ospedale.

Medicazioni vengono praticate per la strada da staffette sanitarie munite di borsa del pronto soccorso.

Grazie alle staffette, il collegamento tra il centro e le basi è continuo.

27 aprile, partono all’alba, ogni ora, le staffette per Cuneo, in tutto dieci partenze per quella zona. Tutti gli ordini sono consegnati nel tempo previsto. Tra le formazioni partigiane che avanzano e Torino viene mantenuto un collegamento costante. Una staffetta requisisce una macchina e tre bidoni di benzina e la mette a disposizione delle formazioni. Viene attivato il funzionamento permanente di staffette tra il Comando e le fabbriche: tra gli spari e i mitra spianati ovunque il collegamento funziona regolarmente.

Una compagna, con altri quattro partigiani, preleva due repubblichini e tre spie: la loro sorte è affidata al comando militare.

Compagne si occupano di raggruppare elementi isolati o che hanno perso il collegamento con le squadre di settore.

La delimitazione dei centri di resistenza dei nazifascisti è ora molto chiusa: la zona del centro è quella in cui gli scontri sono più violenti…staffette sanitarie si portano ai margini di questa zona e vi svolgono una splendida attività di soccorso.

Negli stabilimenti in cui vigilano armati gli operai, le donne si occupano della confezione di cibo, ne organizzano la distribuzione, si prodigano in tutte le maniere.

Posted in 25 aprile, resistenze, storie di donne.


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