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MeDeA a Caracas 5/03

Diario di bordo da Caracas
In questa seconda giornata, sono iniziati, presso l’Università Bolivariana del Venezuela, i vari tavoli di discussione: 12 tematiche che verranno affrontate dalle delegazioni dei diversi Paesi. Come delegazione italiana stiamo partecipando ai seguenti tavoli che continueranno a svolgersi nel corso di tutte le giornate della conferenza mondiale:

–    La doppia oppressione della donna; violenza contro le donne e forme di schiavitù e sottomissione; prostituzione; tratta di donne e bambine; oppressione e discriminazione religiosa.
–    Sessualità; diritto delle donne a decidere sul proprio corpo. Piaceri. Educazione sessuale nelle scuole. Anticoncezionali e aborto.
–    Movimenti delle donne e femminismi. Esperienze delle donne nelle conquiste dei loro diritti e prospettive.
–    Donne lavoratrici; uguale salario per uguale lavoro; asili nido e servizi sociali per la cura dei bambini a carico dello stato e delle imprese. Legislazione per le madri lavoratrici; discriminazione lavorative; discriminazioni per essere madri; partecipazione nelle organizzazioni e nella lotta sindacale.
–    Fame e denutrizione nel mondo e sovrapproduzione relativa ai beni e alimenti.
–    Conquiste delle donne nelle esperienze socialiste del XX secolo. Restaurazioni capitaliste e le loro conseguenze; prospettive.
–    Guerre di aggressione e occupazioni imperialiste. Il ruolo delle donne nelle lotte dei popoli per l’indipendenza. Effetti delle politiche imperialiste e della globalizzazione.
–    Ambiente; ruolo delle donne nella difesa dell’ambiente e dei beni comuni; salvaguardia delle risorse naturali; metodi di produzione contaminanti; attività dei grandi monopoli imperialisti.

Come compagne di MeDeA stiamo partecipando anche al tavolo di discussione sulla sessualità: il diritto di noi donne di poter decidere sui nostri corpi, lìeducazione sessuale nelle scuole, anticoncezionali e aborto.
Dopo un giro di presentazioni, gli interventi si sono focalizzati soprattutto sul tema dell’aborto, ancora illegale in molti paesi del Sudamerica, e sull’educazione sessuale pressochè inesistente all’interno delle scuole. La maggior parte degli/delle adolescenti non utilizzano o addirittura non conoscono gli anticoncezionali, ecco perché in Venezuela c’è il più alto numero di gravidanze; questo non solo per una questione di ignoranza o disinteresse ma perché è molto difficile trovare e reperire i preservativi, figuriamoci altri metodi anticoncezionali. Succede quindi molto spesso che le donne, soprattutto le più giovani, non riescano neanche a  vivere la propria sessualità liberamente poiché non sono consapevoli dei rischi in cui incorrono.
Oltretutto il Sudamerica è al 90% cattolico, questo vuol dire che, come ben sappiamo, chi decide di abortire viene colpevolizzata e addirittura chiamata matadora (“assassina”).
Una massiccia presenza di assistenti sociali e insegnanti hanno posto l’attenzione sull’educazione sessuale fin dall’infanzia, per una preparazione ad una vita più responsabile e sicura: ci sono bambine molto precoci che rimangono incinta già a dieci anni. In Ecuador molte bambine e bambini vengono violentati soprattutto tra le mura domestiche (sono i loro stessi padri che abusano di loro).
Oggi abbiamo preso parte anche al tavolo sull’ambiente, che si è focalizzato in particolare  sui movimenti e le pratiche di lotta che si occupano della difesa dei territori, di devastazione e sfruttamento ambientale. Dopo una breve presentazione delle donne presenti provenienti dalla Germania, Ecuador, Bolivia, e Messico, nel pomeriggio si è dato spazio alla presentazione delle lotte ambientali condotte nei differenti Paesi, incentrando i relativi interventi nello specifico degli interessi dei grandi monopoli imperialisti e capitalisti. Tra le esperienze di lotte riportate, quelle delle donne sud americane contro la contaminazione e la distruzione del paesaggio naturale, quelle delle compagne tedesche contro gli inceneritori e la linea ferroviaria Stütghard 21 e ovviamente il nostro contributo sulla lotta No Tav In Valsusa.
Al termine della giornata, l’assemblea delle delegate ha approvato una serie di proposte lanciate dalle varie delegazioni. In primis, vista la contingenza, la proposta di diffondere il più possibile fin da subito, un comunicato in solidarietà alle donne colombiane trattenute mentre si recavano alla Conferenza – attualmente si trovano ancora 40 donne alla frontiera. A seguire una proposta sul diritto alla libera circolazione e al diritto di cittadinanza per tutti/e i/le migranti senza documenti.
Tutti le delegazioni si sono inoltre impegnate a portare avanti iniziative relative a tali risoluzioni nel corso dei prossimi mesi.

Questo è solo l’inizio di una tre giorni intensa che ci vedrà coinvolte su questi temi.
Un Saludo solidario y revoluciònario…


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