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La rivincita delle signore

Ho letto per caso e anche con un po’ di ritardo, un articolo che è uscito venerdì scorso su La Repubblica. Un articolo di Natalia Aspesi che si intitola “La rivincita delle signore”. Il titolo mi ha incuriosito tanto che me ne sono andata fino a pagina 37 per continuare nella lettura.

L’articolo commentava l’insediamento del nuovo governo Monti, in particolare la nomina di alcune donne, meglio “signore”, a capo di alcuni ministeri strategici. Gli interni, lavoro/welfare, giustizia…insomma una serie di poltrone che scottano e che si troveranno nelle condizioni di dover prendere delle decisioni importanti, decisioni che avranno non poche conseguenze sulla nostra vita di tutti i giorni.

Così d’istinto, ditemi un po’…il fatto che ai quei ministeri abbiano messo delle quote rosa vi fa sentire tutte più tranquille? Vi dà l’impressione di avere delle alleate che guarderanno ai nostri interessi? Ma neanche per sogno.

Non basta essere di genere femminile, lo sappiamo bene…ne ho conosciute di stronze nella mia vita, che non vi sto qui a raccontare. Ma soprattutto ne ho conosciute di signore, signorine, signorotte, talmente lontane dalla mia esistenza, dai miei bisogni, dai miei desideri…donne che non potrebbero mai essere mie sorelle o compagne nella vita e nella lotta perchè appartengono a una classe sociale talmente diversa dalla mia, da catapultarci in emisferi lontani anni luce, senza possibilità di incontrarci mai. Genere e classe appunto, questa è la prospettiva, no? Nell’alleanza tra donne tout court ci ho sempre creduto poco, come nella presunta trasversalità di certe battaglie, che seppur ci vedono tutte coinvolte, ci mettono di fronte a scelte e orizzonti talmente differenti.

Ma quel che preme sottolineare alla Aspesi non sono le differenze di classe o la promozione di improbabili alleanze di genere, ma che finalmente tra le fila del potere siano arrivate delle signore che avrebbero avuto il pregio di scacciare le cattive ragazze che giravano intorno al premier e al Pdl in generale. La Aspesi ci tiene proprio a specificare le differenze…signore, non ragazze badate bene, “in età non da showgirl” e adatte alle competenze di ministro, “bei tacchi solidi e non più tacchi a spillo”, finalmente dei “tailleurs ben squadrati con pantaloni belli comodi”. Alcune di loro, e questa sarebbe una garanzia assoluta, sono addirittura nonne, pensate un po’!

Quindi il fatto che non siano giovani, perchè non in età per fare le showgirl, e che si vestano coprendo le loro forme, dovrebbe essere attestato inconfutabile di rispettabilità e di serietà…se sei giovane e sbagli a metterti una gonna un po’ più corta, attenzione alle bacchettate della Aspesi, che non mancheranno di farti sentire una poco di buono che nella sua vita non combinerà niente, a meno che non vada a letto con qualcuno per ottenere quello che vuole.

Insomma i soliti stereotipi a cui siamo fin troppo abituate. Se sei bella sei sicuramente una cretina, se sei brutta invece, sarai certamente intelligente. Che sia una donna a dovercelo ricordare, non fa che farmi imbestialire ancora di più e confermarmi nella convinzione che con certe donne non ho proprio nulla a cui spartire.

La presenza di queste signore, per carità preparatissime nel loro campo, dovrebbe secondo la Natalia, rassicurarci e farci tornare la fiducia nel futuro e nelle nostre possibilità di emancipazione. Perchè per la Aspesi non è che ci siano molte vie di mezzo: o diventi una escort che svende il suo corpo per far carriera oppure studi e lavori servendo il capitale come dio comanda, con disciplina e applicazione, fino a che ti verranno i capelli bianchi e qualcuno (un uomo chiaramente) deciderà che sei pronta per la posizione di potere che ti sei guadagnata.

“Signore ultrasessantenni, ma di aspetto giovanile, senza civetterie” scrive ancora la Aspesi…non potete capire il sollievo! Più simili alla Merkel che alla Brambilla per intenderci…le citazioni sono sue, perchè si sa, la bruttezza, le gonne lunghe, i golfini morigerati, sono garanzia di affidabilità, onestà, sicurezza.

Un po’ di anni fa avevamo scritto con altre compagne, su un muro vicino all’università di Torino, “Binetti in cilicio, noi in giarrettiera, vediamo chi baccaglia stasera”. In quel periodo la Binetti stava ancora con il Pd e ci aveva triturato le ovaie con i suoi discorsi in tv su astinenza, castità, minacciando le giovani di non usare gli anticoncezionali, che la via della redenzione per le donne era il sacrificio, anche e soprattutto nella vita affettiva e sessuale.

Adesso potremmo dedicare una bella scritta alla Aspesi, nella speranza che torni a occuparsi di questioni di cuore e lasci stare le donne che di problemi mi pare ne abbiano già abbastanza per doversi anche difendere dalle accuse di immoralità per essere giovani, belle e con i tacchi a spillo.

Con questo non voglio dire che io mi senta particolarmente affine alle ragazze a cui quotidianamente vedo smuovere i culi in televisione. Avevamo scritto ai tempi un post sui costumi del buon vecchio Silvio titolandolo Da Salò a Sodoma, passando per Arcore…cercando anche di riflettere sulle implicazioni di genere, sui comportamenti, le prospettive delle ragazze che sono state coinvolte nel tourbillon berlusconiano.

Ma oggi come allora mi rifiuto di pensare alle donne come sante e puttane, mentre gli uomini possono decidere tranquillamente quello che vogliono essere senza essere costretti in dicotomie moralistiche e repressive. E soprattutto mi rifiuto di dare un giudizio morale su di una persona, donna o uomo che sia, soltanto guardando a come si veste, a quanto copre o scopre il suo corpo.

Vi dirò di più. I tacchi a spillo glieli caccerei negli occhi alla Natalia Aspesi, così, giusto per ricevere anche l’appellativo di violenta, intollerante, e chi più ne ha più ne metta…ma se serve a distinguermi da queste signore in gonnella, amiche fidate del Cardinale Bagnasco, libere solo di essere serve del capitale, mi sta bene così.

Posted in anticapitalismo, anticlericale, autodeterminazione, corpi, femminismi, immagini/immaginari, pensatoio, personale/politico, resistenze, sessismo, storie di donne.


2 Responses

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  1. slavina says

    vi amo.
    violentemente vostra, una che non sará mai signora

  2. porno says

    un giudizio sulle tre signore al governo io me lo sono fatto guardando quello che hanno fatto in passato… e tanto mi basta!

    Ho sentito qualche giorno fa su Radio Blackout un bell’intervento sul tema e una riflessione interessante sulle dinamiche di potere, sul cosidetto “lobbismo femminista” e sulla storia di queste tre signore

    L’ho riportato qui:
    http://porno.noblogs.org/post/2011/11/21/tutte-le-donne-del-nuovo-presidente/

    E se serve una scarpa per l’occasione presto volentieri il mio tacco 12 taglia 45…